fusione sì

23 Set

È un argomento che ricorre ciclicamente, un tempo lo lanciava sempre Sess dalle pagine del Secolo.

Mi fa piacere riprenderlo.

Siamo sinceri la situazione economica genovese è desolante, imprenditori ce ne sono pochi e la popolazione è in lento declino, le due squadre languono nei bassi fondi della classifica e la città è quasi sparita dal panorama calcistico italiano. Di questo passo si finisce male. E allora, e allora perché non unire le forze?

Sì lo so, è un argomento spinoso, dove il pragmatismo si scontra con il cuore, la passione e anni di odii intestini.
Ma siamo sinceri, ci sono poche vie di scampo.

La nuova squadra dovrà per forza avere il nome ed i colori della città, la  croce rossa di San Giorgio in campo bianco. Ma non vorrei avesse la maglia bianca con la croce, fa troppo infermieri. Allora bisognerebbe affiancargli un altro colore, magari che rappresenti non solo la città ma un po’ tutta la regione. Il colore giusto sarebbe quello della maggior fonte di introiti della regione, il mare. Un bel blu, intenso come il colore del nostro mare.
Come simbolo, assieme alla croce di San Giorgio, cosa rappresenta maggiormente la città e il suo glorioso millenario passato se non il mitico animale simbolo della forza del leone e dell’audacia dell’aquila? Il grifone.
Il colore di questo simbolo potrebbe sì essere bianco, ma per stagliarsi meglio sul rosso e sul blu, uno smalto dorato, che faccia riferimento ai fasti ed alle ricchezze della città un tempo chiamata la Superba.

Infine, per far sì che il nome della città sia di facile presa non sono in Italia ma anche all’estero, perché non usare la dizione della nuova lingua franca, l’Inglese?

Come denominazione sociale, ovviamente, avendo il calcio origini britanniche si dovrebbe scegliere Foot Ball Club e, se si volesse proprio strafare vi si potrebbe associare un altro sport, caro a padri fondatori  dello sport, ma non il rugby, qualcosa di più elitario, puro e prettamente inglese, tipo il Cricket

Capture

 

A, e per finire, eliminare il ciclismo dalle attività sociali.

 

A questo punto, sarei proprio contento si facesse al fusione e in città rimanesse una sola squadra.

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Adda Veni Baffone

2 Gen

Giorni del Mercato di riparazione

Il Vecchio Balordo ne ha molto bisogno, al solito il Joker ha sballato completamente la campagna dell’estate scorsa, scombinando completamente il mazzo delle carte rossoblu.

Al solito compreremo dieci, venti giocatori, ne venderemo altrettanti (chiaramente sempre quelli piu promettenti) e ci ritroveremo ad avere la solita stagione da Genoa con salvezza da prendere al fotofinish

Io come molti mi sono rotto di come non ci sia piu dai tempi di Gasperini, un piano di gioco che poi venga confermato da acquisti mirati. Il Genoa ha qualcosa come 70-80 giocatori di proprietà (o mezza) e non riesce a mettere giu una squadra con tutti i giocatori nei ruoli previsti dagli schemi del Mister.

Siamo una armata Brancaleone Rossoblu, capisco che Preziosi massimizzi il suo guadagno ma francamente potrebbe fare molto meglio ( e monetizzare di piu) se riuscisse a dare una rotta a questo galeone senza timone.

Ci eravamo quasi riusciti con Lo Monaco, ora non penso che Foschi possa fare qualcosa di piu se non sopravvivere.

Inoltre tra tutti i possibili acquisti non ne vedo uno che sia veramente utile, che senso ha cambiare le punte se i palloni che gli sono arrivati sono pochi ed ingiocabili? che senso ha dare via uno come Biondini se poi non mettiamo nessuno a centrocampo imbottendolo di mezze punte o presunte tali? Ha un perchè riprendere per la terza volta Sculli dopo tutto il fango che ci è capitato addosso per combine e scommesse?

Posto che purtroppo il mio essere scontento non cambierà le cose, e che alla fine Preziosi ha fatto piu bene che male al Genoa (anche se temo sullo stato in cui lo lascerà), vorrei lanciare a voi due o tre che leggete il blog la seguente domanda:

Ma voi tra i tanti nomi vedete qualcuno che veramente possa essere un giocatore chiave?

Atalanta 0 – Genoa 1

25 Nov

Prosegue inarrestabile la marcia del Grifone che passa anche a Bergano, una rete del centromediano Bertolacci affonda l’Atalanta.

Nulla più

7 Giu

Spada di Damocle

3 Giu

con queste storie dell’ennesimo calcio scommesse che circolano, con la fama e le cattive esperienze passate, non sono per nulla tranquillo… Non penso ci retrocedano, ma temo una forte penalizzazione per la prossima stagione… E poi, diciamocelo, un tempo i cugini ci costringevano a tifare per fior fior di squadroni, Barcellona, Anderlecht, Arsenal… ora ci tocca tifare per il Varese… come sono caduti in basso….Image

Le ultime parole famose

21 Mag

“Se ai tifosi non va bene, che non si abbonino.”
Dopo che El Shaarawy aveva fatto Padova-Milano, senza neanche fermarsi al casello di Genova Ovest per fare benzina.

“Sono amareggiato.”
Dopo che era chiaro che circa 3000 tifosi non avrebbero rinnovato il loro abbonamento.

“Se io avessi Hamsik, Lavezzi e Cavani li avrei già venduti.”
Chi quei giocatori se li è tenuti è arrivato quinto in campionato, è stato eliminato ai supplementari negli ottavi di Champions League dal Chelsea, futuro campione d’Europa, e ha vinto la Coppa Italia. Chi li avrebbe già venduti, ha lottato con il Lecce fino all’ultima giornata per non retrocedere.

“Nel prossimo mercato non ci saranno più rivoluzioni, ma solo qualche piccolo aggiustamento.”
Detto tante, troppe, volte a sproposito.

Paradossalmente questo è l’estate giusta per dimostrare che esiste davvero un’idea di progetto e che si vuole costruire una base che duri nel tempo.

Sorprendentemente prevedibile

16 Mag

Un campionato come quella che si è appena concluso era da molti, me compreso, ampiamente prevedibile da almeno due o tre stagioni.
Nonostante sia sempre contentissimo della parte sinistra della classifica e ad ogni inizio campionato pensi che il primo obiettivo satgionale sia averne almeno tre dietro, ero anche abbastanza convinto che l’anno in cui tutte le scommesse dai nomi esotici avessero fallito, magari complice qualche infortunio di troppo, saremo finiti a lottare fino all’utlima giornata per evitare la retrocessione; perché era evidente a molti già allora, che con la politica della rivoluzione ogni sei mesi non si andava molto lontano.
Gli anni scorsi, oltre a mercati di riparazione parzialmente riusciti, fondamentalmente era l’ossatura costruita da Gasperini in serie B che ci aveva sempre tenuti a galla, perché quando i vari Chico, Zapater, Veloso, Boselli, Acquafresca, Suazo e Floccari fallivano, c’erano sempre Criscito, Milanetto, Sculli, Rossi e Juric che tenevano la barca in sesto. Quest’anno era rimasto il solo Rossi che ha giocato la sua peggior stagione di sempre.

In più ci si è messo un allenatore che ancora prima di iniziare era visto male, a posteriori a ragione, dalla piazza e non ha mai dato un gioco che fosse uno. Ricordo nel mese precedente alla sua assunzione, quando tutti sapevano che sarebbe stato Malesani, ma la conferma ufficiale tardava ad arrivare, quando uscivano sui giornali come possibili alternative i nomi di Ficcadenti o Sannino (quindi non Mourinho, Guardiola o Hiddink) in uffico dicevamo: basta che non sia Malesani, vanno bene tutti.

Ad aumentare la paura c’erano le cabale e i corsi e ricorsi storici, tipici di ogni tifoso che si rispetti. Il primo era il ripetersi della stagione 1977-78: dopo aver fatto retorcedere la Sampdoria l’anno prima con il famoso goal di testa di Pruzzo, un campionato che inizia il giorno 11 settembre che ci vede in testa alla clasifica dopo poche giornate, per poi retrocedere alla penultima giornata. Il secondo era il contrappasso per averlo troppo menato ai multicolors e il conseguente ritrovarsi dopo un solo anno a fare la stessa fine.
Il futuro è al momento abbastanza insondabile, nel senso che è il primo anno che una rivoluzione deve essere fatta per davvero a tutti i livelli, ma deve essere fatta con criterio. Io terrei sicuramente Frey, Granqvist, Jorquera, Biondini, Gilardino e soprattutto Palacio, che invece molto probabilmente partirà. Che senso avrebbe però fare come la scorsa estate e tenere ottimi giocatori se poi la squadra non ha né capo nè coda?

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