Archivio | maggio, 2006

Salernitana – Genoa: 2-1

29 Mag

Vi ho dato due giorni di tempo, ma nessuno ha avuto il coraggio di parlare della partita di Salerno. Ochei, lo farò io.

Tutto comincia con una straordinaria coreografia dei tifosi della curva sud, che sarà pure curva, ma è tanto ripida che gli abbonati sono legati in corda doppia. I tifosi genoani vorrebbero poter fare lo stesso, ma sono troppo pochi. Per poter dimostrare di essere altrettanto fantasiosi improvvisano una scritta Forza Genoa sollevando ognuno le proprie mutande.

La partita comincia subito in un clima di forte tensione, nonostante il commentatore di Sky parli di grande fairplay: quando l’arbitro tira la monetina un centrocampista della Salernitana se la imbosca e dà la colpa a Mamede, sostenendo che siccome è portoghese vuole usarla per viaggiare a sbafo sull’autobus.

Qualche minuto dopo Zaniolo si accapiglia con un difensore, ma cerca di mostrare la sua superiorità, e ride sardonico. Poi Botta si becca un cazzotto in bocca e gli salta un dente. L’arbitro lascia correre, Zaniolo continua a ridere.
Un difensore gli si avvicina, lui gli salta addosso, si butta a terra, si strappa la maglietta, ma il rigore non arriva. Non gli resta che ridere beffardo in direzione di quei poveretti degli avversari.

Al 25′ Baldini è per farfalle, Ferraro mostra un numero di classe e segna il gol dell’1-0. I tifosi salernitani esplodono in cori di gioia, quelli genoani si domandano cosa cazzo ci avrà Zaniolo da continuare a ridere.

Passano dieci minuti e Araboni salta su una caviglia a Fusco e gliela smonta. Per l’arbitro è un intervento regolare, nonostante il difensore genoano venga portato via in barella, e occorrano due viaggi. Zaniolo vuol dimostrare che i gol acrobatici li sa fare anche lui, e l’unica volta che gli arriva una palla pericolosa la spreca infilando in rovesciata un piede nell’occhio dell’avversario. Per rincuorarsi piglia per il culo la terna arbitrale, mostrandole il suo ghigno più sarcastico.

Il commentatore di Sky continua a parlare di grande agonismo che però non sfocia in comportamenti poco sportivi. Si scoprirà poi che prima di Salerno faceva le telecronache degli incontri di wrestling. Claudio Onofri, commentatore genoano, finge di non sentire e parla vagamente di ricette per cucinare il risotto.

Inizia il secondo tempo, arriva la palla nell’area genoana, Baldini perde una lente a contatto, e chinando la testa per cercarla non riesce a controllare il pallone, che arriva sui piedi a Ferraro. Due a zero. La tifoseria di casa ulula di gioia, quella ospite ulula di dolore, Botta chiede di uscire perché nell’intervallo ha chiamato il dentista che gli ha fissato un intervento di lì a un quarto d’ora. Vavassori fa uscire anche Zaniolo, temendolo vittima di una paresi. Lui gli risponde ridacchiando. Vavassori suppone che non si tratti di una paresi, probabilmente ha preso una botta in testa e si è rincoglionito. Entrano Moretti e Lopez: dal Falco di Priaruggia al Pollo di Asunciòn.

Dal parcheggio dello stadio decolla un elicottero apache, che spara un razzo contro la panchina genoana. L’arbitro dice che è tutto regolare. I tifosi si lamentano, Zaniolo è sopravvissuto all’attentato, nel momento in cui il missile centrava la panchina si stava buttando a terra per cercare il rigore.
Il commentatore di Sky assiste a un testa a testa fra Mamede, il suo avversario di cui ho rimosso il nome, e un vecchietto in carrozzella, e descrive la corsa del gruppetto come "una sfida fra grandi uomini". Onofri abbandona la postazione mandandolo affanculo.

Al 19′ Coppola fa gol e corre a smontare un pezzo di stadio, ma l’arbitro lo annulla perché togliendo i tabelloni pubblicitari il campo risulta più lungo, perciò l’azione diventa fuorigioco. Gli chiede di rimetterli a posto, e Coppola non può che obbedire.

La partita continua in modo sbilenco fino al 90′, quando Marco Rossi è atterrato in area e viene concesso un rigore. A fine partita il portiere della Salernitana dichiarerà che Rossi si era buttato di proposito, e che poi era anche andato a dirglielo, perciò il gol non è valido. L’allenatore dichiara che Preziosi gli ha giurato di avere comprato tutte le partite del campionato appena concluso, perciò la Salernitana merita la promozione. Il presidente rivela che Scarpi gli ha venduto una macchina usata senza dirgli che il carburatore era da cambiare, quindi vuole i soldi indietro.

Anna Billò, inviata sul campo, conclude il giro di interviste andando a fermare Zaniolo che sta tornando negli spogliatoi. Gli fa un paio di domande, ma non ottiene altra risposta che una risata demente: "Heu heu heu!"

Annunci

Il futuro prossimo

26 Mag

Mi spiace un po’ rovinare il bel clima che ha instaurato il post di Dedee, carico di ricordi quasi belli e di una certa estemporaneità. Vorrei parlare dei playoff e sapere cosa ne pensate del futuro del Grifo.
Mi tocca subito premettere che sono pessimista circa il risultato che il campo potrebbe riservarci. La Salernitana è un osso duro e la piazza è molto calda. Noi siamo messi male… la squadra a livello psicologico non può che stare di merda, vista la bella idea di andare negli spogliatoi a distribuire pattoni ed i 3 punti che ci sono stati sottratti insieme col primo posto in classifica. Anche come tifoseria siamo al disastro, come ben saprete; mai s’era vista prima d’ora una spaccatura simile. A me tutto questo non lascia presagire niente di buono… non vorrei passare per menagramo ma ho veramente paura che, almeno sul campo, non si riesca nell’impresa.
Quel che mi chiedo è quali scenari potrebbero aprirsi nel caso in cui non si riuscisse a venire promossi.
Forse potremmo ambire ad una promozione a tavolino, grazie al terremoto calcistico in corso. Forse potremmo restare in C nonostante tutto. E se Preziosi, giustamente stanco e amareggiato, decidesse di mollare? Che ne sarà del Genoa, in mano alla lobby dei genovesi che abbiamo visto bene quanto a cuore abbia le sorti del nostro amatissimo Vecchio Balordo? Io credo che i rischi siano enormi, temo che davvero il maligno progetto concepito da qualcuno potrebbe realizzarsi. Penso che ci stiamo trovando di fronte ad un momento cruciale per la vita del Genoa, e che pochi di noi si stiano rendendo conto di cosa potrebbe accadere. Un nuovo stadio ed un’unica squadra, questo è l’incubo. E della nostra lunghissima storia, che ne sarebbe? Se potete, aiutatemi a ritrovare un po’ di ottimismo… io, da tifoso genoano, sento come un’enorme cappella premere contro il culo.

La volta che…(1)

23 Mag
… mio papá mi portó a vedere la mia prima partita del Genoa.
Ero piccolo, non ricordo bene, quindi scriverei un sacco di inesattezze, allora ve la racconto come la racconterebbe mio papá, che lui se la ricorda meglio, spero:
"erano giá un paio di mesi che il virus della genoanitá si stava impossessando di Dede, la domenica pomeriggio quando dopo il novantesimo minuto guardavo il secondo tempo di una delle partite di serie A, Dede mi chiedeva sempre speranzoso quale delle due fosse il "Genua". La squadra ceh io e mio suocero gli avevamo trasmesso nel DNA, il Genoa olé, Genoa olé, Doria bidé che mia suocera gli aveva insegnato a cantare per il finto dispiacere di mia moglie, doriana all’acqua di rose.
Uno di quei maledetti pomeriggi avrei potuto dirgli, ecco il genoa é quello lí, quello con la maglietta a striscie bianche e nere, o nere e azzurre, ma invece, no, non potevo mentire, e poi Dede sapeva giá che il "Genua" era rossoblú, con la maglietta rossa e i calzoncini blú…
E cosí, dopo averci pensato a lungo, decisi che era il momento di portarlo al Ferraris, scelsi una partita tranquilla, il Genoa ai primi posti della classifica, guidato da Gigi Simoni affrontava una derelitta Pistoiese, le previsioni, e non solo quelle meteo, davano sereno. Allora comprai 3 biglietti di distinti.
Ricordo ancora i suoi occhi illuminarsi al momento in cui li dissi che domenica saremmo andati alla partita, come subito andó a prendere la sua bandiera e inizió a cantare Genua Genua olé!
E io, inconsapevole carnefice, falsamente felice.
"mio nonno vestiva da Mauri, mio padre veste da Mauri, e io, che sono giovane vesto da Mauri, Mauri Sport, abbigliamento sportivo ed elegante…"
Ci siamo, stadio mezzo pieno, giornata di sole, lo speaker annuncia le formazioni, la nord grida olé ad ogni nome, Dede sventola la sua bandiera felice, io guardo mia moglie osservare il figlio, e mi viene da vomitare, oddio, cos’ho fatto!
Eh giá é il Genoa, mica l’Ajax, la partita ristagna, il nostro centrocampo non filtra, e le punte non le serve nessuno, in difesa ogni tanto si balla, e il vecchio Chimenti IV, pelato e grassoccio ha un paio di palle buone la davanti. Inizio a soffrire, lentamente, senza darlo a vedere a Dede che mi chiede il nome di ogni giocatore, concentrato come fosse il panchina.
Avevo scelto i distinti per stare tranquillo, ma dietro di noi siede uno dei soliti tifosi urlatori, della serie so tutto io, e questo corre poco, e quell’altro corre troppo, e belin ‘sti zueni, nun ne piggian unn-a… e via cantando.
Comunque il Genoa é piú forte e riesce con Boito a portarsi in vantaggio, verso la fine del primo tempo. Non abbiamo finito di festeggiare, che la nostra difesa si fa beccare distratta, e Chimenti insacca. 1-1
Il secondo tempo é un’agonia terribile, il Genoa non riesce a portarsi avanti, la Pistoiese controlla, come fosse il Bayern Monaco e il pareggio rimane l’alternativa migliore.
Mentre osservo Dede un po’ deluso dalla partita, vorrei dirgli, guarda era uno scherzo, veramente il Genoa é quello di domenica scorsa in tv, quello che ha battuto 3 a 0 il Torino, ma é orami troppo tardi, il danno era fatto"

Cosa ci sarà da correre poi..

22 Mag

Che correre presuppone di per sè una direzione, e qui mi sembra che la squadra così com’è messa non abbia la minima idea di dove stia andando, che si i pleiòf, ma per giocarli e soprattutto per vincerli ci vuole la consapevolezza di essere un gruppo e di avere la capacità di soverchiare chiunque figurati una banda di babbei come la Salernitana, e magari fingere di non ricordare che al ritorno l’anno scorso ce ne hanno fatti tipo quattro in fila, ma vabbè l’anno scorso il girone di ritorno la squadra era per farfalle non conta. E si che conta, perché anche quest’anno la squadra si è data all’entomologia invece di giocare a pallone, e tutti gli anni ce n’è una, ed è di questo che finisce per occuparsi un blog sul Genoa, di tutte le volte che iniziamo che è l’anno buono e non ce n’è per nessuno e finiamo che ci si salva per miracolo, e quando dico miracolo intendo anche quelli che stanno in un paio di buste di plastica sotto il sedile di una macchina fuori dalla sede di un’azienda che produce giocattoli. Possibile che non ci sia mai la volta che va a rovescio, che comincia male e poi si riprende e finiamo primi e ci promuovono subito e non si scopre che c’erano dei direttori sportivi che telefonavano e dei presidenti che pagavano sottobanco e dei giocatori che scommettevano e degli allenatori che se ne volevano andare e dei procuratori che procuravano solo grane?
Adesso che è scoppiata la fogna nel calcio che conta, tutti a dire "eh però guarda un po’ il Genoa l’hanno spedito in C1 direttamente e senza passare dal via come il peggiore dei lestofanti e adesso viene fuori che i mali del pallone erano altri", e i tifosi non hanno neanche il tempo di alzare un po’ la cresta e pretendere delle scuse che il telegiornale tira fuori una storia di plusvalenze nella compravendita di giocatori fra il Genoa e la Juve. E siamo di nuovo fra i cattivi. Cheppalle, ma si può andare avanti così?

22 Mag

Cos’e’ Nube che Corre? O meglio chi e’ Nube che Corre? Dal nome si direbbe che si faccia riferimento a un grande capo indiano, di quelli che hanno portato a termine grandi imprese, che hanno combattuto gli sporchi Yankee… insomma a una leggenda.  Invece no.
Nube che Corre si presenta a Genova il 23 novembre del 2000 e ci rimane fino al 7 ottobre 2002. Capelli lunghi, faccia da scappato di casa ,arriva in pullman all’incontro che segnera’ una delle piu’ catastrofiche stagioni calcistiche del Genoa. Ha grandi progetti il capo indiano: in tre anni vuole riportare il Genoa in A , lanciare una linea di abbigliamento chiamata appunto "Nube che Corre" e farsi amare dalla citta’ e dalla tifoseria. Affida la squadra prima a Bolchi, poi lo esonera e chiama Carboni, poi  richiama Bolchi, poi lo sbatte fuori e chiama Onofri che viene sostituito in poco tempo da Scoglio (meglio andare sul sicuro pensa…)Nel 2001 si e’ gia’ stancato sia dei grandi sogni, sia dell"amore" che la tifoseria genoana gli riserva e decide di mettere in vendita una squadra che la A la vede sempre piu’ con il binocolo. Passa molto tempo prima che si arrivi a vedere un compratore all’orizzonte, per essere precisini  ben 3 anni in cui il FENOMENO Dalla Costa,  Nube che Corre per gli amici, si disinteressa completamente della squadra che invece di salire in A precipita in serie C. Ecco chi e’ Nube che Corre. Uno dei tanti . Noi lo vogliamo prendere come esempio per parlare delle disavventure di mercato del Genoa Cricket Football Club.  Ed ecco cos’e’ Nube che Corre: un blog sul Genoa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: