Archivio | novembre, 2006

Il Marketing porta Sfiga?

29 Nov

Oh. Bella l’idea dello spot. Carina la mascotte che fa la spavalda sotto la gradinata, prima della partita. Ma poi da quando è uscito lo spot in tv non si vince più, e con lo Spezia abbiamo pure perso in casa, nonostante la mascotte.
Ma non è che ‘ste cose poco poco portino sfiga? Tanto per dire, eh….

Comunque se volete ho fatto una versione 3gp dello spot, che significa che ve lo mettete sul cellulare e ve lo riguardate tutte le volte che volete. Fico? Mah, se poi vi rompete una gamba mentre lo guardate però non date la colpa a me. Per scaricarlo cliccate sul grifo qui sotto e non spaventatevi del nome assurdo che c’ha, è tutta colpa di Splinder, come al solito….

Annunci

A Natale regala anche tu un Capicollo?!?

29 Nov

Penso che ormai lo sappiate tutti…8 mesi di squalifica a Sculli…
Gia Che belin Sono I capicolli di scullI?
Ora capisco tutto…ma secondo me ai giocatori e dirigenti del Genoa dovrebbero sequestare il telefonino..Leggete un po le intercettazioni….ne ho tagliate una gran parte..sul sito della gazza ne trovate parti molto piu ricche…

Conversazione n. 1207 del 1 giugno 2002, ore 19:47 Nel corso della conversazione telefonica fra il “Rocco” e lo Sculli, viene riferito quanto segue:

Sculli:“e che si dice per lì, … capicolli, salsicce”
Rocco:“E’ per lì che si deve dire, … non per qua”
Sculli:“Per qua niente!”
Rocco:“Niente?”
Sculli:“Per qua non ci sono né capicolli né salsicce…”
Rocco:“ma poi loro si sono messi con gli altri? Si sono messi con …” Sculli:“si…” Rocco:“e con chi?”
Sculli:“Si sono messi con… con… con il capo?”
Rocco:“con il carciofo… con il capo…”
Sculli:“Eh… normale…”
Rocco:“E mangia solo con il capo?”
Sculli:“Si, che lui non vuole. Hai capito? Il capo non vuole mollare! Capito? Vuole mangiare solo e si sta zitto…” Sculli:“Gli ho detto…figlioli il pallone è rotondo, gli ho detto io!… e voi sapete che è tondo!!”
Rocco:“ma tu ci… tu gli dovevi dire che certe volte quando si vuole mangiare con due nodi, si rimane strozzati! … ma chi ti è venuta a parlare a te, Leo?”
Sculli:“Eh!! È ven hanno mandato a lui, per addolcirmi prima…” Tu gli devi dire: Ricordatevi una cosa, che questa, o bene o male riuscite pure a farla, ma quella che conta poi, rimarrete strozzati …, in questo modo gli devi dire…” Sculli:“sai cosa volevano loro!”
Rocco:“eh”
Sculli:“fare un regalino a me…”
Rocco:“Eh, ma tu gli devi dire…”
Sculli: “io gli ho detto che regalino non ne voglio… gli ho detto che il regalino te lo prendi tu, gli ho detto…può darsi … può darsi … che questa in qualche modo la risolvete, ma quella che conta poi rimarrete, rimarrete male, e loro ti dicono: perché? … lo, … io vi ho avvertito, perché poi quello che conta Pe, le palline si devono girare bene, così poi la dirigiamo noi”.

Sempre nella serata del 1 giugno 2002 è stata intercettata una conversazione tra lo Sculli ed un soggetto non identificato che ha detto “devi solo domani prendere a uno per i capelli e fare un rigore”. Lo Sculli gli ha risposto “domani lo faccio”.

Nella conversazione del 2 giugno 2002delle ore 19:40 (conversazione n 1334) Sculli e “Rocco” affermano quanto segue:
Rocco:“io ho visto che l’hai buttata”
Sculli:“ho fatto… gli ho fatto stringere il culo”
Rocco:“l’hai buttata dentro, l’hai buttata”
Sculli:“Allora… gli ho fatto stringere il culo sull’uno a zero, uno a uno…”
Rocco:“e cosa hanno detto? Cosa hanno detto?”
Sculli:“nel sottopassaggio sono venuti a prendermi da… dalla maglia…” Rocco:“e tu cosa gli hai detto? Caccia le mani…”
Sculli:“siamo finiti a botte… “vaffanculo, caccia le mani”, gli ho detto io… via di qua, non mi cacate il cazzo… via… minchia, si è alzato anche il presidente… un macello è successo”
Rocco:“ma i capicolli se li sono pr… li hanno portati?”
Sculli:“minchia se li hanno portati, ne hanno portati quattro” Rocco:“quattro?” Sculli:“quattro qua e sei … e sei glieli hanno dati a Bari”.

Si caro Sculli..sei proprio una belina integrale……la tifoseria e la squadra ti ringraziano di cuore…per Natale ti regaleremo sicuramente un Capicollo…qualsiasi cosa esso sia..in quale posto mettertelo pero lo sceglieremo noi…


non vorrei ma

20 Nov

Scrivo qualcosa.
non mi va di lasciar passare i giorni e non scrivere nulla sulla partita di sabato.

sono uscita dallo stadio che tremavo dalla rabbia e dalla fatica..ho cantato così tanto che non avevo più voce,e avevo la mani viola.

Non è servito a niente, un pò perchè come me erano davvero pochi quelli che cantavano e tifavano, e un pò perchè abbiamo perso.

Perso contro una squadra che è decisamente di un livello più basso del nostro…perso contro una squadra che non ci è per niente simpatica, perso in casa.

darei testate contro il muro!

Però non condivido questo pessimismo degno di Leopardi che ci ha attanagliato.
Ok abbiamo perso giocando anche molto meglio di quei tizi bianchi!E brucia minchia come brucia.
appunto questo deve aiutarci!
Se ora tirassimo fuori gli attributi?non è il momento?sia noi tifosi che i giocatori.
Sono in questi momenti che bisogna tirar fuori le palle e tutta la grinta, noi tifosi per primi.

Inutile dire un mese fa di tutto e di più (in positivissimo) sul genoa e ora essere catastrofici, oddio andremo in serie C no in C2 perderemo con tutti, la juve ci farà 19 pere, siamo grammissimi e via dicendo!

a chi serve?a noi?

no!

Per favore, aiutiamo la squadra a uscire da sto momento di merda (anche sfortunato, non solo sfortunato ma anche!) e cerchiamo di andare in tantissimi a Bologna!
Il Genoa ha bisogno di Noi!
Possiamo ritornare almeno uno spettro di come eravamo prima?
Dai dai dai FORZA GENOA!!!!!!!!

Le grandi inchieste di Nubechecorre

16 Nov

Ho cominciato a scrivere queste righe alcuni mesi fa, d’estate, quando il Genoa venne a fare qualche seduta di allenamento al campo sportivo di Ronco Scrivia, il paese dove vivo.
In quelle giornate torride uscivo dal lavoro e mi fiondavo al campo, in regolare ritardo per assistere agli esercizi, ma in tempo per vedere uscire i giocatori fra due ali di folla adorante. Erano perlopiù bambini accompagnati dai genitori, genitori camuffati da bambini, nonni che avevano sequestrato il nipotino per crearsi un alibi con cui infilarsi nell’auto di Marcorossi e farsi autografare il catetere.

Un giorno, in mezzo a quella folla, notai un signore di mezza età dall’aria familiare, Padre Vinche se ne stava da un lato e osservava compiaciuto la bolgia. Scorsi nella mente le immagini di vecchi giocatori, ex allenatori, ogni genere di personaggio legato in qualche modo alla mia squadra del cuore, ma nessuno sembrava collimare con quell’uomo, finché fu proprio lui a rivelarsi, facendo un gesto che mi accese una lampadina grossa così in testa: si mise la sciarpa sulle spalle, come farebbe un ministro della chiesa con la stola. Non era un personaggio legato alla società, ma alla tifoseria! Avevo davanti nientemeno che il prete intervistato da Paolo Zerbini alla Foce, il giorno della partenza dei tifosi per Oviedo, nell’anno straordinario della Uefa.
Magari così su due piedi potreste non ricordarvelo, ma se possedete il dvd del Secolo XIX con la registrazione di quella partita andate a dare un’occhiata ai contenuti speciali, ci troverete quel servizio datato 1991. Se non ce l’avete non fa niente, ve lo potete guardare qui.

Comunque eravamo al campo di Ronco, c’ero io che osservavo questo prete, o presunto tale, in abiti civili che si godeva la sfilata dei suoi giocatori preferiti. Mi avvicinai e gli chiesi:
"Scusi, lei non è il prete di Oviedo?".
Negò con forza: "Chi? Ma figuriamoci, le sembro un prete?", e si allontanò di un paio di passi.
Eppure ero certo che fosse proprio lui, mi rifeci avanti: "Non mi frega, l’ho riconosciuta, lei è il prete di Oviedo!". E lui di nuovo: "Ma cosa sta dicendo? Non so neanche dove sia Oviedo! E poi quel giorno lì ero a dire messa.."

Era lui! Era davvero lui! Avrei voluto tempestarlo di domande, ma si vedeva che era restio a parlare in pubblico. Messo alle strette si arrese e mi invitò ad andare a casa sua un paio di giorni dopo per un’intervista.
Se fossi stato sicuro che si trattava di un vero prete non mi sarei mai sognato di andargli in casa, con tutte queste storie di religiosi culattoni non puoi star mica tranquillo, predicano tanto che non li devi pigliare per il sedere, ma poi loro non ci pensano due volte, e neanche tanto metaforicamente!
Ma come ho detto non sono mai stato convinto che fosse un ministro della chiesa, ho sempre creduto che millantasse, e due giorni più tardi mi presentai a casa sua, in un paese dell’entroterra genovese.

Per cominciare, come devo chiamarla? Padre? Signore?
Mi chiami pure Padre Vin, è così che mi hanno nominato sui giornali, dopo la partenza.

pensione vin
In effetti ricordo di aver visto la sua foto sulle maggiori testate nazionali, con la sciarpa al collo, o con l’abito talare sbottonato sul petto tipo superman, e la testa del grifone che spunta sotto. Mi viene in mente la Gazzetta dello Sport, la Repubblica, il Corriere della Sera..
Anche la Voz des Asturias, il quotidiano di Oviedo, la pubblicò in prima pagina. Il titolo diceva qualcosa tipo "Arrivano i tifosi genoani".

Senza contare i giornali di Genova. Qualcuno provò a indovinare la sua identità, una signora dichiarò di averla riconosciuta in un suo vicino di casa che ama vestirsi da prete.
Sono obbligato a smentire quella signora, io non amo vestirmi da prete, sono un prete vero. O almeno, lo sono stato..

Che è successo?
Ero parroco di un paese qui intorno, e gran tifoso rossoblù. La domenica, quando giocavamo in casa, celebravo la messa col rito abbreviato per non perdere il treno, ero un abbonato ai tempi. Quando conquistammo la Uefa recitai un sermone indimenticabile, da lacrime agli occhi, parlai di gloria, di sacrifici ripagati, di lunghi ostacoli per raggiungere il paradiso. Poi mi detti malato, sprangai la chiesa e appesi il cartello "Chiuso per tifo", feci le valige e partii per Oviedo. Purtroppo il sacrestano era un tifoso ciclista, e fece la spia al vescovo. Al mio ritorno scoprii di essere stato trasferito alla parrocchia di Sampierdarena.

E adesso professa a Genova?
Macché! la prima domenica nella nuova parrocchia mi sono trovato la chiesa piena di fedelissimi.

Nel senso di molto religiosi?
Nel senso di ultras blucerchiati. Anche loro sapevano della mia fede, e si presentarono a messa bardati peggio che in curva. Sciarpe, berretti, un paio avevano anche la bandiera. Cercai di ignorarli, ma appena cominciai l’omelia quelli attaccarono coi cori, e più alzavo la voce e più quelli cantavano forte. Alla fine non ci ho più visto, sono saltato giù dall’altare e ho preso per il collo uno di quelli in prima fila. Gli ho detto che quella era la casa di Dio, non di Pipetta!

E hanno smesso?
La mia reazione li ha sorpresi, sono andati via tutti, ma il giorno dopo si è presentato il vescovo che mi ha ricordato che gli unici esseri alati ammessi in chiesa sono gli angeli, i grifoni devono stare fuori. Mi ha detto che se volevo continuare a professare dovevo scordarmi del calcio.

E lei ha abbandonato la religione..
Non è stata proprio la minaccia a convincermi, quanto la scoperta che il vescovo, mentre mi puntava il dito contro, col suo braccio teso e le vene del collo tutte gonfie, aveva al polso un braccialettino colorato, azzurro bianco rosso e nero. Da non credere! Proprio lui veniva a farmi la predica! Uno che a Genova è ospite dal 46! In quel momento ho perso la mia fede.. Ho buttato la tonaca alle ortiche e sono tornato al mio paese a fare il pensionato.

E ora segue la squadra in campionato?
Come ho detto ho perso la fede nella chiesa, ma per fortuna ho mantenuto quella nel Grifone, anche perché la religione puoi cambiarla, la squadra del cuore mai! Ogni tanto vado allo stadio, ma è una tale sofferenza! Possibile che non si riesca una volta a vincere tre a zero, stare un po’ tranquilli?

Quando la squadra è retrocessa in C1 dopo aver conquistato la promozione in A cos’ha pensato?
Che dio esiste lo sapevo già, ma che fosse doriano è stata una sorpresa.

Pensa che quest’anno ce la faremo a tornare su?
Dopo lo scherzo di due anni fa non me la sento di pregare il signore perché ci dia una mano, ho capito che in queste cose bisogna arrangiarsi da soli. Comunque mi sono comprato una statuetta di budda da tenere sul comodino, non si sa mai..

Lo Spot del Genoa

15 Nov

Se n’è letto tanto. Preziosi ha commissionato uno spot televisivo che passerà su SKY e Mediaset Premium prima delle partite. Una bella iniziativa d’immagine, secondo molti, soldi buttati nel cesso, secondo altri. Lascio giudicare a voi, ecco lo spot.

Azzurro rossoblù

14 Nov

Si lo so. Non ho scritto nulla sulle ultime partite. Abbiamo pareggiato tre volte. Ah, e perso in Coppa Italia, ma quella non conta. Cioé, conta, ma solo quando si vince, altrimenti ciccia.
No, è che stasera un po’ mi sono emozionato a vedere entrare in campo Criscito. Che poi non abbiamo ancora deciso se si chiama Crìscito, Criscìto o Criscitò e a proposito c’è ancora l’inutile sondaggio sulla barra laterale.
No, dicevo, mi sono emozionato. Che fa un certo effetto rivedere un rossoblù in campo con la maglia della nostra Nazionale. Anche se è quella Under 21. Anche se poi magari non lo chiamano più. Anzi, meglio, così il suo valore non cresce troppo e a giugno ci riscattiamo la sua metà che è ancora della Juve, che sarebbe un peccato perdere un giocatorino così, uno così bravo e sicuro a soli 19 anni. Ebbravo Criscitò.

PS Ma anche Nocerino non era nostro? E in estate non l’avevamo riscattato? Come mai è al Piacenza? E perché è così bravo?

2 parole

13 Nov

Visto che non scrive nessuno lo faccio io!
Inutile dire che non sono soddisfatta delle ultime 3 giornate di campionato, non tanto perchè ora siamo 2° (Dai a Novembre guardare la classifica è da pazzi!!!In B soprattutto) e neanche perchè la Juve ormai è sotto di noi di niente (perchè la Juve fa campionato a se, insomma metterla in B ha punito più noi squadre normali di B che la Juve stessa).
Ma perchè questo non è Il Genoa come dice (bene) il Mister.
A parte che non ne posso più di prendere sti gol da polli che mi fanno sbattere la testa contro il cruscotto della macchina (sia verona che albinoleffe le ho ascoltate in macchina)…
Comunque:
Penso che se questa è una "crisi" meglio averla ora che magari averla ad Aprile come ci è successo sia con Cosmi che con Vavassori.
Preferisco pareggiare ora ma arrivare a fine campionato in totale forma anche in caso di play-off che non disdegnerei.
Salire in A quest’anno è un bel casino, ma non è impossibile.
Spero di rivedere il Grifone in A, senza dovermi limitare a ricordare cose lontane  di troppi anni, così tanti che  avevo ancora l’età anagrafica composta da una sola cifra (9).
Secondo me possiamo farcela, abbiamo le persone giuste per farlo, primo tra tutti Mr Gasperini che mi stupisce sia come allenatore che come persona (una persona che ammirò sempre di più, trasmette calma e tranquillità, ma si arrabbia quando deve), uno con le palle e con le idee chiare.
Penso che abbattersi ora sia una (passatemi il termine poco femminile) cazzata, è giunto il momento di tirar fuori i coglioni, noi tifosi per primi.
E vediamo di spiumare i canarini Sabato prossimo!

 

FORZA GENOA SEMPRE E COMUNQUE!

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: