Archivio | febbraio, 2007

Come San Sifonazzo Da Merula

28 Feb

Cari lettori di questo blog, quelli che leggono e basta e quelli che mi commentano pure per posta, tipo una mia zia a caso di cui non faccio il nome.
Oggi voglio raccontarvi la storia di San Sifonazzo Da Merula, protettore delle guarnizioni di pompette da bicicletta, e fine pensatore.
Visse a Merula, piccola frazione nei dintorni di Tozza Di Busacca, in quegli anni difficili in cui gli uomini non avevano ancora scoperto le gioie del vibromassaggiatore Rovera VibroPlate, e passavano le serate a pelare le cipolle o a pregare il cielo che almeno la smettesse di fargli lacrimare gli occhi.

Sifonazzo apparteneva alla seconda categoria, era un uomo privo di volontà, che le cipolle preferiva farle sbucciare alla povera madre cieca, raccontandole che erano rape, e spacciandole delle storie tristissime su piccoli cuccioli abbandonati, così che si commuovesse e non si curasse del bruciore agli occhi.
Viveva con la povera genitrice perché era solo, Sifonazzo, però era pieno di fede, e tutti i giorni pregava e pregava, che il buon dio gli inviasse una compagna. Sapeva che la religione gli vietava di commettere atti impuri, ma lo stesso pregava perché il buon dio gli mandasse una bella manza con cui cadere in tentazione, ma non cedere, noo! che la sua volontà era ferrea, che provasse un po’ il signore a spedirgliene una, una buona, e porca, e vogliosa, e avrebbe visto di cos’era capace Sifonazzo se solo ci si impegnava un po’.

Ma il buon dio aveva altro da fare, o forse non si fidava troppo della virtù di Sifonazzo, e non gliene mandò mai, nè buone nè cattive, nè porche nè parche, e l’unico voglioso restò lui, Sifonazzo, che alla fine si scoglionò di aspettare e smise di pregare, e coi soldi delle offerte alla chiesa ci si pagò una notte con una donnaccia di malaffare.

La povera mamma di Sifonazzo ne soffrì moltissimo, anche perché i soldi delle offerte erano i suoi, quel malandrino di suo figlio glieli fregava dalla borsetta approfittando della sua cecità.

Sifonazzo perse la fede, trombò come un califfo e non ebbe alcuna remora, ma mentre tornava a casa gli apparve l’angelo, che lo rimproverò, e gli disse che il buon dio era triste per lui, e ora stava piangendo. Sifonazzo suggerì di fargli tagliare delle cipolle, che secondo lui avrebbe funzionato anche all’inverso, ma l’angelo digrignò i denti, sguainò la spada e tuonò che il peccatore doveva essere punito!
Sifonazzo, che come ho detto era un fine pensatore, rivelò che i soldi per pagare la donnaccia provenivano dalla borsa della mamma, e l’angelo volò a prendersela e se la portò in cielo.
Da allora Sifonazzo visse con la pensione della madre, e ritrovò la fede, perché a lui il buon dio gli aveva davvero migliorato la vita.

Perché vi racconto questa parabola? Perché anch’io, come Sifonazzo Da Merula, ho smarrito la via. Non sono più andato allo stadio, non leggo più le pagine sportive sui quotidiani, e non mi scorro tutta la rassegnastampa sul sito del clan dei grifoni. Mi sono disinteressato del mondo del pallone, fatto di paroloni che non conducono a fattoni, se vogliamo escludere Flachi; di polemiche sempre uguali e di fiumi di denaro che alla fine mi hanno proprio schifato. Ho deciso di seguire altri sport, la pallavolo, per esempio. O il rugby, tanto per saltare sul carro dei vincitori con una disinvoltura imparata in tanti anni di domeniche sportive e di tribune politiche. L’anno prossimo ci saranno le olimpiadi, e avevo già messo in conto di rincoglionirmi di tiri al piattello, fioretto femminile a squadre e ping pong, scordando serie a e serie b, presidenti e capitani, allenatori richiamati e rispediti, caf, cif, ciuf e ciaf. Basta, il calcio non sarebbe stato più il mio mondo.

Poi oggi vado a far benzina in autostrada, entro al casello di Isola Del Cantone, e chi ti vedo sfrecciare lì davanti? La nuovissima Freccia Rossoblù, costata diversi fantastiliardi e piena di ogni comfort, di ritorno dall’amichevole di Tortona.
E’ stato come vedere la madonna, ma senza reggiseno a punta e microfono, ho cantato anch’io "like a virgin", e mi ci sono buttato dietro a capofitto, sperando di sbirciare un volto noto dal finestrino.

Ecco lì, la mia promessa di abbandonare il calcio e i suoi colori si è già infranta, ma ne farò tesoro, sono stati venti minuti durissimi..

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riflessioni

27 Feb

A me interessa MOLTO andare in A.

A me interessa MOLTO vincere le partite

A me interessa MOLTO vedere segnare il Genoa.

Ma tutto questo è secondario.

A me basterebbe vedere una squadra che tira fuori le palle e la grinta ad ogni partita, dando il tutto per tutto.

Poi se si perde ci si incazza tutti quanti, ma intanto si è soddisfatti di quello che ha messo in campo il Genoa.

Vedere giocatori svogliati mi fa incazzare come una iena.

A me basta vedere che la gente ci mette il cuore e la grinta, mi basta vedere che non si molla mai.

Spero di vederlo questo atteggiamento prima o poi.

E per favore, ora non dicamo eresie…via Gasperini?????ma stiamo impazzendo?

Vogliamo fare come lo scorso anno?

Sempre e comunque forza Genoa!!!!!!!

Piacenza-Genoa

23 Feb


Domani Piacenza-Genoa. Di nuovo. Dopo quasi due anni.
Ho ancora una ferita aperta, una giornata memorabile, in ogni senso.
Purtroppo, col senno di poi.

Il ricordo di uno stadio pieno come forse non è mai stato. Pieno di bandiere e maglie rossoblù. Pieno di sole al tramonto, pieno di caldo, pieno di speranze e illusioni. Qualche tifoso del Piacenza, nei distinti, con l’abbonamento, voleva per forza sedersi al suo posto. Alcuni irritati, altri sportivi e bontemponi, come il temerario quassù, che se non l’avete individuato è meglio mettere pure un dettaglio.

Uno stadio pieno, come non sarà di certo domani. Domani le porte rimarranno chiuse, nessuno ruberà il posto agli abbonati dei distinti. Nessuno sventolerà una bandiera. E nessuno proverà di nuovo quella fitta di dolore. Non così forte, almeno.

Forza Genoa, ragazzi.

Flachi è meglio di Maradona

21 Feb

E non è una bestemmia del calcio, è vero! Entrambi sono stati trovati positivi al controllo antidoping sulla cocaina. Ma Flachi ne ritornava fresco fresco da due mesi di squalifica per calcioscommesse, una delle poche cose che Maradona non ha fatto nella sua carriera. Si vede che a casa si trovava bene, probabilmente, e non vedeva l’ora di tornarci un altro po’.

Che poi come giustamente fa notare Spassky, Flachi ha degli attributi nasali piuttosto notevoli, chissà quanta coca riesce ad aspirare, con quella canappia che si ritrova. E allora si capisce anche la necessità di arrotondare l’ingaggio con qualche scommessina extra: la polvere bianca per lui diventa un vizietto decisamente dispendioso!

Copio da Sportal:

«
Flachi è nei guai

Francesco Flachi è stato trovato positivo per un metabolita della cocaina, la Benzoilecgonina, al controllo antidoping effettuato dopo Sampdoria-Inter dello scorso 28 gennaio.

"La Commissione antidoping del Coni – si legge nel comunicato – su indicazione della Federazione medico sportiva, dopo aver informato la Federazione interessata, con cui ha proceduto all’abbinamento codice/atleta, ha accertato un caso di positività. Il Laboratorio di Roma ha rilevato, nel primo campione sottoposto ad analisi, la presenza di Benzoilecgonina (metabolita cocaina) per Francesco Flachi".

Il diretto interessato, appresa la notizia di essere risultato positivo, ha interrotto immediatamente l’allenamento al Centro Sportivo Mugnaini ed ha abbandonato l’impianto in auto.

»

Bravi Grifoncini!!!!!

19 Feb
Parliamo un po’ di calcio. I Grifoncini di Vincenzo "Vincente" Torrente hanno appena conquistato il Torneo di Viareggio, battendo la Roma 2-1. Bravissimi ragazzi, e un grande complimento al mister, che se Moggi non avesse fatto quella famosa visita nello spogliatoio dell’arbitro, nella finale contro la Juve di due anni fa, magari… vabbè… m’è rimasta un po’ d’amarezza dal post precedente, ma me la faccio passare subito!
Grandissimi, ragazzi!

Copio dal sito del Genoa:

«Grifoncini trionfano 2-1 nella finalissima
Con due gol di Siligato i Torrente-boys rimontano la Roma

Dopo 42 anni il Genoa rivince il Torneo di Viareggio. Un’impresa meritatissima realizzata dai giovani di Torrente, che nella ripresa hanno messo decisamente sotto la Roma. Già al 2’ Siligato aveva trasformato il pareggio su calcio di rigore, guadagnato da Forestieri dopo un numero dei suoi. Al 13’ l’italo-argentino, che poi ha raggiunto Coverciano per il ritiro dell’Under 17, ha scaraventato sul fondo un destro insidioso. Quindi è stato Rivaldo con un paio di punizioni, a fare scattare l’allarme davanti a una difesa giallorossa in bambola. Netto il predominio rossoblù e raddoppio ancora con Siligato, un prodotto della scuola-calcio del Grifo,  anticipando di testa al 31’ l’uscita di Pipolo e depositandola nel sacco. Nel finale gloria anche per Pasqui e Moschella. Incontenibile la gioia alla fine, insiema al migliaio di sostenitori presenti.»

L’invettiva del dopopartita

17 Feb
Venti minuti di silenzio. Questa è la buffonata che i capipopolo della gradinata si sono inventati per protestare contro chissà cosa. Venti minutini di silenzio, che ha sorpreso molti che, come me, vanno allo stadio per guardare una partita e sostenere la propria squadra. Sono proprio un illuso, evidentemente vivo fuori dal mondo. Dopo aver dato prova di grande maturità, la settimana scorsa, girandosi di spalle in occasione del minuto di raccoglimento per il poliziotto morto, stavolta sono rimasti con la faccia rivolta verso il campo, ma con la bocca cucita.

L’ingesso in campo delle squadre. Alcuni facinorosi si azzardano a cantare l’Inno del Genoa, nonostante il parere contrario dei Nostri Illuminati Padroni.

Cioé, proprio cucita no. Ogni tanto increspavano le labbra per fischiare chi, ignaro di tutto, si azzardava a far partire un coro. Il lato sinistro della gradinata inizia a cantare, il lato destro lo segue, ma la parte centrale mormora e fischia, con prepotenza. "Questi qui che cantano, sono quelli che stanno sempre zitti", mormora il tizio col megafono. Dev’essere l’ogoglio ferito del direttore d’orchestra che vede che una parte dei suoi musicisti non sa seguire lo spartito. "Cazzo cantano questi stronzi?", sento dire vicino a me. Il coro si spegne dopo un po’. Meno male che non si sono azzardati a fischiare i bambini del Genoa Club For Children, che anche loro hanno gridato cori, seguiti con voce e applausi dalla solita parte "ribelle" della gradinata. Gli altri rosicavano, ma in silenzio. "Ma che gradinata di merda siamo? I doriani sono rimasti zitti per 45 minuti", dice il solito dietro di me: già, penso io, bravi stronzi. E perché poi? Ce li vogliono spiegare questi motivi? Che cos’è che infastidisce tanto lorsignori? Non poter portare più botti e fumogeni? Solo questo?

Oppure, magari, provo a ipotizzare, tanto si sa che sono un buffone e nessuno si azzarderebbe a prendere sul serio le mie parole, ma non è che disturba il nuovo divieto imposto alle società di calcio di intrattenere rapporti di natura economica con le tifoserie? No, dico, non potrebbe avere senso? In fondo i soldi aggiungono sempe brio alle motivazioni ideologiche. Che poi ve la ricordate quella improvvisa e misteriosa contestazione a Preziosi 1 annetto fa, o poco più? Dopo aver fatto cortei per lui, bloccato traghetti, autostrade e ferrovie, bruciato rumenta, tutto a un tratto Preziosi diventa il demonio, senza nessun motivo apparente, nelle prime partite del campionato di C1. Tutti quanti ci siamo rimasti di stucco. Saranno stati motivi di coscienza, illuminazione divina? O magari  cose un po’ più terrene, non so, lavoro di fantasia, magari un certo gruppo di tifosi, molto noto all’interno della nostra gradinata, c’è rimasto male perché Preziosi s’è rifiutato di comprar loro una nuova sede. E allora sono spuntati inviti a cena con registratori nascosti.

Comunque. Dopo venti minutini di silenzio urlato e fischiato i soliti signori decidono che era tempo di cantare. E sapete qual’è stato il primo messaggio di pace, sport e civiltà che è partito dalle loro bocche? "Questa è la NOSTRA gradinata, e mai nessun ci fermerà… papparà… Noi saremo sempre qua, con le SPRANGHE a caricar, romperemo il culo a tutti gli ultrà….". Cioé, dopo tutto il casino del poliziotto morto, tutte le polemiche sul tifo violento, le accuse al mondo ultrà, dopo 20 miunti di sdegnata protesta silenziosa, finalmente aprite bocca, e la prima cosa che dite è questa? Molto appropriato, davvero. Complimenti. Siete dei fottuti geni.

Ce ne sarebbe abbastanza da indignarsi e smettere d’andare allo stadio. Ma io lo stadio, la gradinata Nord, non la voglio lasciare in mano a gente così. Io voglio presidiarla, voglio dimostrare che non è solo la LORO gradinata, e che a me di caricare con le spranghe gli ultrà non me ne fotte un cazzo. E voglio poter cantare quando ne ho voglia, senza il rischio di ricevere un pattone da qualcuno che crede d’avere del potere su di me.

Andrea

P.S. S’è pure giocato, oggi. Abbiamo vinto 1-0. Se a qualcuno interessa. A me si.
Ah, Pablo, non t’azzardare più a lasciarmi solo allo stadio, che se non dico qualche cazzata con te va a finire che sto a sentire quello che illuminate teste di minchia dicono intorno a me. E magari mi rovino pure l’umore e scrivo altri post come questo.

Oggi niente stadio

17 Feb

Non sono un abbonato, quindi per logica conseguenza devo comprare il biglietto per andare a vedere la partita a Marassi.

Bene, oggi niente stadio. Ieri sono andato a vedere una mostra fotografica e ho preso il treno alle 6.30, l’altro ieri avevo un esame universitario e perciò non ho avuto materialmente il tempo di acquistare i tagliandi. Mi sveglio stamane per capire a che ora aprono i botteghini e se posso comprarli qua a Loano dal solito tabacchino… e invece un cazzo oggi tutto chiuso.

Bene.

Bruno.

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