Archivio | agosto, 2007

Ciao Ada….

31 Ago

Adailton

Gia, ciao…grazie per le belle giocate..scusaci se maleducatamente non ti abbiamo salutato..presi dalla gioia di una Serie A rincorsa per 12 anni…a te tocca il destino ingrato di chi, pur avendone i requisiti, viene  considerato ottimo giocatore solo adatto alla serie cadetta ma non pronto per i  grandi palcoscenici..ciao..è stato bello..grazie…Good luck Goodbye…

Dal Secolo XIX web

Adailton dice

addio al Genoa

Giovanni Ciolina

L’ufficialità è attesa per oggi, ma Adailton ieri ha salutato la compagnia e lunedì quasi certamente sarà in campo alla Spezia con la maglia del Bologna. Contratto triennale. Tutto sembra vincolato al superamento delle visite mediche alle quali il brasiliano si è sottoposto ieri sera. «Pensavo che tutto fosse tramontato ed invece sono arrivato al Pio XII per allenarmi e i dirigenti mi hanno detto che sarei andato a Bologna per le visite» ha confessato il mancino brasiliano al momento di varcare i cancelli del centro sportivo genoano. L’ultimo ad abbracciarlo è stato Alessandro Pilati, già in campo con la squadra, che alla vista del giocatore pronto a partire lo ha chiamato e gli è corso incontro. Un movimento che non è passato inosservato ai trecento spettatori e che è suonato come un tam tam assordante sull’improvvisa virata del mercato. «Quando ho visto che il Bologna aveva raggiunto l’accordo con Fava mi ero messo il cuore in pace e speravo in una convocazione per Catania». Sarà invece Arrigoni a godersi le sue prodezze.

Sembra che il Genoa abbia incassato circa due milioni di euro per il giocatore: un guadagno netto, visto che l’anno scorso Ada era arrivato a parametro zero in grado di dare una boccata d’ossigeno anche al bilancio rossoblù. «Ma perché dare via Adailton?» è la domanda che si pone il popolo. La necessità di sfoltire la rosa offensiva da otto a sei elementi è stata la prima esigenza che ha poi avuto come alleato le richieste arrivate al Grifone per il giocatore. Le stesse che sono piombate a Villa Rostan per Mirco Gasparetto, l’altro attaccante in procinto di canbiare maglia. Per lui sarebbero pronte le casacche di Parma, Rimini e Lecce, mentre il Chievo Verona si sarebbe tirato fuori dalla mischia.

Insomma, in una botta sola il Genoa potrebbe perdere due protagonisti della cavalcata vincente dello scorso torneo di serie B, ma sul mercato sarebbe finito anche Cristian Stellini, richiesto dall’Avellino, ma nelle ultime ore dato vicinissimo al Bari. Manuel Coppola invece resterà al Genoa. Lo vuole il giocatore e lo ha ribadito ieri anche il vice presidente Giambattista Pastorello: «Sono un suo estimatore: non si tocca». Nonostante tutto l’ultimo giorno di mercato rischia di diventare bollente per il Grifone. Tra le trattative date in dirittura d’arrivo c’è anche quella di Gianluca Pegolo al Mantova che risolverebbe così anche il dilemma di un reparto con un esubero. Acquistato a scadenza di contratto già nel gennaio scorso e arrivato a Genova a luglio, il portiere veneto era finito ben presto sul mercato, chiuso come era da Rubinho nel ruolo di titolare.

Ieri, infine, è arrivata a conclusione anche la vicenda Rimoldi. Dopo un mese di testa contro testa, società e giocatore hanno rescisso il contratto mettendo fine a tutte le vertenze e il giocatore può ora pensare con uno spirito differente al futuro. Il Livorno lo avrebbe richiesto, ma sembra più probabile un suo ritorno in Argentina. Ha richieste da due club della massima serie e soprattutto può riabbracciare la sua piccola di due mesi."

Annunci

Genoa in vendita!

30 Ago

E il prezzo non è poi neppure troppo alto, solo 1 euro. Certo, poi però bisogna pagare il campo, gli stipendi, fare il calciomercato. Tutte cose che portano via un po’ troppo tempo e quattrini. E poi magari si finisce per essere ricordati alla stregua di uno Scerni o di un Dalla Costa qualsiasi.

Nel caso non si capisse, questo annuncio è VERO. M’è comparso girellando su internet. Ed è l’efficace dimostrazione pratica di come Google si incameri le tue preferenze per cercare di venderti qualsiasi cosa. E intendo proprio qualsiasi.

Di Vaio alla Domenica Sportiva

26 Ago

Oh, se v’interessa è ospite in studio, adesso su RAI2. Poi fate voi.

“Benvenuti in Serie A, Stronzi”

26 Ago

Questo aveva tatuato sulla fronte il Signor Arbitro Saccani di Chissenefrega (BOH), è ciò in verità avrebbe dovuto insospettire i più sagaci tra i nostri. Quello col Milan è stato uno 0-3 piuttosto pesante nei numeri e nei modi. Perché se alla vigilia chiedevi in giro, tutti quanti dicevano "ce ne fanno tre". Poi ce n’hanno fatti davvero tre, ma il sapore non è quello che ti saresti aspettato.

Perché d’accordo che davanti avevamo una squadra fortissima, giocatori che si conoscono benissimo da anni, d’accordo che la nostra squadra era rimaneggiata, d’accordo che i nuovi si devono ambientare, d’accordo che magari ci sta anche un po’ di paura da esordio, o che la forma fisica non è quella dell’agosto scorso. D’accordo che incontravamo i Campioni D’Europa.

D’accordo tutto questo. Ma visto che loro sono evidentemente quei fenomenali extraterrestri che giammai possono provar timore per una compagine inesperta come la nostra, che bisogno aveva il Signor Arbitro Saccani di Chissenefrega (BOH) di fischiare sempre e solo a loro favore? Cioé, qualche volta va a finire che ci scappa un fischio pure per noi, ma sempre in situazioni inutili, tanto per far numero nelle statistiche dei falli fischiati da una parte e dall’altra, che poi magari a qualcuno viene voglia di controllare.

Non me lo spiego, in tutta sincerità. Come non mi spiego il rigore che s’è inventato ai danni di un devotissimo Rubinho che, secondo me, nell’occasione ha provato la fortissima tentazione d’urlare un blasfemissimo bestemmione nell’orecchio del comico col fischietto in bocca.

Certo, loro avrebbero vinto lo stesso. Anche se magari nella prima mezz’ora abbiamo giocato alla pari. Però diciamo che avrebbero comunque vinto. Anche perché i nostri tentativi d’attacco mi hanno evocato l’immagine di un pupazzetto caricato a molla che continua a scontrarsi contro un muro. Con Di Vaio che, quando non riesce a nascondersi tra le zolle del Ferraris, è costretto a provare dei dribbling che comunque non riescono mai. E con Papa Waigo che ci prova, lavora e si sbatte, ma poi quando si ritrova il pallone tra i piedi, magari dalle parti dell’area, sembra non sapere che farci, con quel curioso oggetto tondo.

Di buono ho visto un Konko che si danna sulla fascia. Gasparetto che s’è fatto il solito culo a capanna, ma che il piede nel frattempo non è diventato quello di Ronaldo, ma almeno ci prova. E uno Juric che sta diventando il mio idolo personale, adoro il suoi modi e il suo aspetto da zingaro, che ogni volta che ruba palla all’avversario mi sembra sempre che gli sfili pure il portafogli dalla tasca posteriore.

Tutte queste cose sono riuscito a vedere per davvero, coi miei occhi. Nonostante i primi minuti di gara sia stato vittima di un prolungato episodio epilettico dovuto al bombardamento di luci e colori dei nuovi cartelloni pubblicitari. Poi però mi sono ripreso, anche se ogni volta che la palla s’avvicinava alla fascia o al fondo campo, rimanevo ipnotizzato da scritte policrome e luminosissime, che si spostavano da una parte all’altra con suadenti movenze. Della partita non ho capito tantissimo, ma m’è venuta una gran voglia di spedire un container in Cina con Campostano Group e magari di convertire pure la mia auto a metano. E io non possiedo auto. E neppure container.


I nuovi cartelloni pubblicitari, con formidabili animazioni computerizzate, sono in grado di dirci le formazioni delle squadre. E magari se ci comportiamo bene e finiamo tutta la minestra, forse ci lasciano pure vedere i Pokemon.

Il mio Genoa – Milan

26 Ago

Il mio Genoa – Milan comincia a mezzogiorno meno due, quando mi accorgo che il treno giusto per essere in tempo a Genova parte fra un quarto d’ora dal binario inculoailupi e non ho neanche il biglietto. E sono in mutande.
Mi vesto, prendo la sciarpa d’ordinanza e dieci minuti dopo sono sul binario, già bigliettato e sciarpato. Il prezzo da pagare per averci messo così poco è che sudo tanto da aver reso inutile essermi lavato le ascelle.
Il treno è un locale sporco, lento, vuoto e torrido, ma in una vetrinetta sopra i sedili c’è una pubblicità del Secolo XIX con una foto della Gradinata Nord. Mi sembra di buon auspicio, mi ci siedo davanti, così almeno avrò qualcosa da leggere.

Sulla via per lo stadio incontro Hardla, e insieme ci avviamo facendo pronostici assurdi, tipo che vinciamo sette a zero, o che ci squalificano il campo perché i giornalisti, disperati che a metà partita non si era ancora ammazzato nessuno come avevano previsto loro, hanno fatto irruzione in campo vestiti da facinorosi milanisti e si sono accoltellati in diretta tv sulla linea di centrocampo.

Ai tornelli ci avvisano che siccome siamo entrati dal lato di Corso De Stefanis dovremo utilizzare quell’ingresso per tutto il resto del campionato, in seguito a non so bene quale registrazione elettronica al tornello. Più tardi sospettiamo che sia perché i nostri abbonamenti riportano la dicitura "gradinata nord superiore", ma la cosa è assurda lo stesso. Non so Hardla, ma a me queste nuove regole antiviolenza hanno già rotto le palle, Genova è monitorata come al G8, ci sono elicotteri in cielo e polizia a ogni incrocio, e i tifosi milanisti non ci saranno neanche. Se venivano giù cosa facevano? Mandavano in strada i corpi speciali?

Vabbè, comunque riusciamo a entrare e sistemarci ai soliti posti. Mi accorgo con sgomento che la rompicazzo numero 1 dello scorso campionato, una pocosignora coi capelli castani e la faccia da pirata, è seduta due file dietro di noi. Mi aspetto noie, è una che durante una singola azione di media lunghezza riesce a offendere tutti i ventidue giocatori in campo più le riserve, gli allenatori, la terna arbitrale, i presidenti delle due società, il tizio che sta all’altoparlante, la signora alla cassa del bar e l’autista di un autobus a scelta, uno per azione. Ha una voce che sembra la Malvagia Strega Dell’Ovest con la bocca piena di vetri e lamette da barba, se attacca a strillare come al solito sarà una partita lunghissima.

Appena inizia l’incontro dico a voce alta che Di Vaio è lento, e uno davanti si gira e mi sgrida. Si vede che il nervosismo è tanto per questa partita. Quelli alla mia destra attaccano a gridare dal primo gol, e arrivati al terzo vorrei ucciderli, devono essere amici di quella dietro, che di suo ha già riprodotto un paio di volte l’intero repertorio. Siamo circondati dai coglioni, è terribile!

Mi sto dilungando sul contorno perché della partita non ho granché voglia di parlare, il primo gol ci poteva stare, il secondo ha dimostrato che abbiamo ancora dei problemi a gestire gli avversari, il terzo che la federazione ne ha a gestire gli arbitri. La squadra non mi è sembrata così negativa, ci sono un sacco di imperfezioni da correggere, è vero, ma nel complesso credo che appena cominciano a rodare potranno fare bene. Il Milan non ha giocato, è stato a guardare, ha vinto leggendo fumetti e facendosi la barba, però qualche volta li abbiamo fermati, e forse se Fabiano e Rossi fossero stati in campo da subito il gioco veloce ne avrebbe giovato.

Mi è piaciuto Juric, Gasparetto, il già citato Fabiano, e anche Konko, salvo qualche cazzata ha fatto bene. Milanetto è sempre indispensabile, Papa Waigo era ancora in Senegal a giocarsi le qualificazioni per la Coppa D’Africa.
Leon lo volevano in campo a tutta voce i due idioti alla mia destra (idioti per tutto quello che dicevano durante la gara, e che non sto a riportare per decenza, non per voler Leon in campo), appena entrato ha fatto vedere due belle entrate e due cazzate tipiche sue. Irrilevante.
Di Vaio alla fine chi l’ha visto in televisione ha detto che è stato bravo, chi era allo stadio l’avrebbe scorticato, personalmente avrei preferito Sculli là a sinistra.

Fra quindici giorni mi metto dall’altra parte della gradinata, oppure mi porto una pistola.

GENOA-MILAN 0 – 3

26 Ago

E’ finita così. Ora commenti, analisi, interpretazioni, critiche, opinioni varie e variegate.

Non entro nel merito delle discussioni tecniche, anche se un risultato così lascia l’amaro in bocca…non ci stava proprio. Non so se esserne contenta o incazzata.

Però due considerazioni ci stanno.

Primo: ma com’è che il Genoa ha così tanti tifosi cazzoni? Oggi ne eravamo circondati.

Secondo: ma perchè i giocatori del Milan fanno le primedonne offese come li si tocca? E quel gran fedele praticante di Kakà tutto mi è sembrato tranne un leale sportivo, gran pezzo di…

Terzo: ma perchè il mister non torna all’abbigliamento informale della tuta? Il completo scuro ha portato una bella sfiga. Il compagno Pablo abbozza che sia una regola della federazione….gli stilisti in panchina? Bah.

Non ci avviliamo, suvvia. E Forza Zena sempre!

DOMANI!

25 Ago

Ci siamo, ci siamo, ci siamo!!!!!!!!!!

Domani si ricomincia, domani ci si ritrova, domani si vede la nuova formazione, domani stessa gradinata, stesso posto, stesso tifo…Chi risponde all’appello?

Prodi genoani, a noi!

E’ SERIE A, FINALMENTE!!!!!!!!!!!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: