Archivio | settembre, 2007

Lavezzi – Genoa: 1-2

30 Set

Eh si, dai, io una vittoria così non me l’aspettavo più, mi pareva l’ultima di campionato lo scorso giugno, con le squadre a buttarla avanti senza infierire più di tanto, in attesa del fischio finale.
Anche se a dire la verità il Napoli ci ha provato per tutta la partita, mentre noi siamo stati lì a fare catenaccio. Un po’ troppo catenaccio.

Ma andiamo per ordine.

Lo stadio è vuoto, neanche un tifoso sugli spalti, sebbene quella bottiglia gigante di acqua Lete dietro la bandierina dell’angolo si agiti un po’ troppo sulle azioni dei padroni di casa. E se vogliamo dirla tutta la stessa bandierina del calcio d’angolo presenta un paio di braccia di troppo, che si agitano e stringono cornetti. L’unico settore affollato è la tribuna d’onore, col presidente del Napoli, gli amici del presidente, i cugini degli amici, gli amici dei cugini degli amici, e alcuni infiltrati non meglio identificati. Alla fine la tribuna d’onore è esaurita, e sbraita come mezzo stadio.

Fischio d’inizio, le due squadre sembrano impostare una partita equilibrata, il Napoli fa un paio di interventi innocui, ma sull’affondo di Leon Borriello è proprio lì per buttarla dentro. "Eh no, aspetta, qui se c’è un napoletano che la butta dentro quello devo essere io!", reagisce Cannavaro, e anticipando l’attaccante segna il gol dell’unoazero. Il fatto che lo segni nella porta sbagliata è un dettaglio che personalmente considero insignificante.

Riprende la partita, Leon è ancora lì a mettere palle incredibili, ne passa una a Danilo, che due ottime partite di fila non le può fare per contratto, e dato che oggi fa numero la tira alta.
Ma la squadra c’è, il Napoli non sembra propore un gioco pericoloso, tranne per quei due attaccanti fortissimi è abbastanza gestibile.

Uno dei due attaccanti fortissimi, quello che per un breve periodo è stato nostro, dimostra di poter fare quel che gli pare in area, e si infila e tira con una disinvoltura raggelante.
Bovo non glielo lascia fare, ma in un modo che l’arbitro considera falloso, e lo ammonisce.
Punti di vista, secondo me agguantarlo, buttarlo per terra e prenderlo a calci in faccia non è sempre fallo, ci possono essere delle eccezioni.

Lavezzi sopravvive, riprende palla e torna all’attacco. Lucarelli estrae una Glock 9mm e gli spara in un occhio. E’ giallo, secondo me molto discutibile.
A questo punto manca che si faccia ammonire solo De Rosa, ma è sufficiente che Lavezzi riprenda palla, tanto è sopravvissuto anche a questa.

Il Genoa si è involuto, fatica a superare la metà campo, Juric teme che tutti i difensori si facciano ammonire, e investe Lavezzi con un tagliaerba recuperato in un magazzino del campo. Niente da fare, Lavezzi sembra indistruttibile, e verso il 35′ di gioco tira un siluro di prima che fa il pelo alla traversa. Forse infilandogli una bomba a mano nelle mutande..

Il Genoa non costruisce più niente, sta in difesa e aspetta che l’avversario si scopra. Per ingannare l’attesa De Rosa prova a spaccare una caviglia a Lavezzi, che sembra fatto di pongo.

L’ultima azione prima del fischio è di Borriello, che non conclude, ma dimostra la solita caparbietà. Non è ancora generoso e rapido come Di Vaio, ma fa il possibile per eguagliarlo.

..Si capisce che sono sarcastico, vero?

Secondo tempo. Danilo tocca una delle poche palle e la serve bene a Borriello, che si inventa una rovesciata. Niente da fare, contropiede del Napoli, indovina chi scappa e arriva davanti all’area?
Per fortuna durante l’intervallo le riserve genoane hanno approfittato dell’assenza del pubblico per scavare una buca e coprirla con delle frasche. Lavezzi ci cade dritto dentro, ma neanche le punte avvelentate sistemate sul fondo sembrano danneggiarlo.

Zalayeta vuole dimostrare di essere lui l’altro attaccante fortissimo di cui parlavo prima, e fa qualche bel numero, ma la difesa quest’anno ce l’abbiamo veramente forte.
Per esempio quando Lavezzi, ormai ridotto a uno scheletro metallico, cerca di infilarsi in area per andare a sparare a Sarah Connor, ci si mettono in due per fermarlo, lui va in terra e l’arbitro assegna un rigore.
Gasperini si incazza come una belva, prende Coppola per una caviglia e se lo fa roteare sopra la testa, saltando nella panchina avversaria, alla ricerca di Reja.

Nel frattempo Domizzi porta il Napoli sull’unoauno, e la partita riprende.
Gasperini decide di correre ai ripari, ed effettua una sostituzione. Chi uscirà? Juric che francamente sta facendo cagare? Danilo che non ha praticamente toccato palla? Paro o Milanetto, che svolgono un ruolo pressochè analogo?
Leon. Uno dei migliori in campo.
Io e Giuliano ci guardiamo perplessi. Anche il Subcomandante si gratta la testa e dice che lei Gasperini non lo capisce.
Entra Sculli. Scullii?? Tutti e tre ci chiediamo per quale misteriosa ragione il nostro allenatore abbia tolto un giocatore veloce e fantasioso per metterne uno lento e prevedibile, ma si vede che lui sa qualcosa che a noi sfugge.
Oppure quando è saltato nella panchina del Napoli brandendo Coppola come una mazza ferrata ha ricevuto una botta in testa che l’ha rintronato.

Entra anche Coppola, roteare addosso alle riserve avversarie l’ha caricato a dovere. E speriamo che trasmetta la stessa grinta ai compagni, che in campo sembrano una coltivazione di gerani.
Esce Milanetto, non è stata una partita memorabile per lui.

Dalla parte di là entra Sosa, che sfoggia una pettinatura invidiabile, se sei un ritardato cieco.

Hamsik, un ragazzino segaligno coi capelli a spazzola, tira una mina che Scarpi salva per un pelo. Calcio d’angolo battuto da Lavezzi, ormai ridotto a un ammasso di carne sanguinante. Anche il cronista lo dà per defungente, e ci si aspetta di vederlo abbandonare il terreno di gioco da un momento all’altro.

E infatti si scalda Calaiò.

Intanto Konko fa vedere che lui la partita la vorrebbe anche vincere, e prova a venire avanti, inutilmente. Anche Borriello si fa trovare da solo in area, ma i suoi compagni dicono che hanno paura e la mamma ha ordinato loro di non allontanarsi, e nessuno va ad aiutarlo.

Entra Calaiò, ma a sorpresa esce Zalayeta. Lavezzi si è mangiato le superspagnolette e ha ripreso energia.

Il Genoa avanza timidamente, Danilo e Borriello si passano un bel pallone che finisce agli avversari, Sculli la tira nei piedi del portiere. A casa inveiamo contro quel palo di Sculli, che si sta rivelando un giocatore inutile, fermo e privo di iniziative, e continuiamo a chiederci perché sia entrato al posto di Leon.

A cinque minuti dalla fine altra polemica innescata dall’inserimento di Papa Waigo per Danilo. Coro di "potevi farlo entrare prima", e inevitabile "ma quel cazzo di Sculli cosa ci sta a fare?". Qualcuno si sbilancia con un "Sculli non è un giocatore di serie A".

Poi Borriello prende palla, la tiene in un modo che secondo me in panchina Di Vaio si è alzato ed è andato a pugnalarsi per la vergogna, e la serve in area, dove staziona Papa Waigo, pronto a colpire. Il portiere lo sa che il senegalese è pericoloso, e lo tiene d’occhio, ma così facendo non vede arrivare Sculli, che di testa da lontano la sbatte contro l’interno del palo, ed è il 2 a 1 finale.

"Belin Sculli!", "Che gran giocatore Sculli!", "Sculli migliore in campo!", "Sculli presidente!", le lodi per l’attaccante si sprecano nel salotto di casa. "Io ve l’avevo detto che questo giocatore poteva cambiare la partita!", dice uno. "Che intuizione Gasperini a farlo entrare!", ribatte l’altro.

L’arbitro fischia tre volte, siamo tutti contenti, compreso l’allenatore che loda il gioco della sua squadra.
Non ha tutti i torti, sul vantaggio si è chiusa e lo ha amministrato, ma sul pareggio ha aspettato troppo, rischiando di perdere due punti preziosissimi, e adesso non ci venga a parlare di contropiede calcolato, perché è una mussa. Vorrei vedere il Genoa di mercoledì, se poi perde pazienza, ma vorrei vederlo giocare sempre così.

Comunque polemiche a parte siamo sempre davanti ai ciclisti, e adesso pure al Milan, e va benissimo così.

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Volete ridere?

28 Set

La notizia l’ho trovata su un forum di tifosi napoletani, quest’articolo invece è tratto dal sito del Corriere. Riguarda l’ex allenatore della Ciclistica Bogliasco, sorpreso a rendersi ridicolo come il suo solito. Il problema è che da allenatore dei Patetici questa capacità era intrinseca all’incarico, gli bastava presentarsi con quelle righe addosso, ora che allena il Torino la cosa è più complicata..

Novellino (LaPresse)
Novellino (LaPresse)

MILANO – È proprio vero che nel calcio non s’inventa nulla. C’è sempre qualcuno che l’ha fatto prima di te. Ad esempio, nel mondo del pallone, i panni sporchi non si lavano in casa e nemmeno in lavanderia. Non si lavano proprio, perché i cesti per i panni sporchi servono a trasportare gli allenatori squalificati. È successo a Parma, l’altra sera, con Walter Alfredo Novellino, la spia che venne nel cesto. Il tecnico del Torino, ha ricevuto dal giudice sportivo una multa di 10 mila euro «per essersi introdotto, pur essendo squalificato e in violazione del divieto di cui all’art. 22 comma 7 Cgs, prima dell’inizio della gara, nello spogliatoio riservato alla propria squadra, permanendovi nel corso del primo tempo e uscendone nell’intervallo, presumibilmente nascosto in un voluminoso contenitore utilizzato dal magazziniere per il trasporto degli indumenti di giuoco dei calciatori».

Ci sono due aspetti meravigliosi di questa storia. Il primo è l’uso della parola «giuoco». Sono rimasti in tre, ad usarla in Italia: il giudice sportivo, la Federazione italiana «giuoco» calcio e Silvio Berlusconi. Il secondo è che Novellino sostiene di non aver usato il trucco del cestone. Ammette solo di essere «passato» prima della partita a consegnare dei foglietti con le ultime istruzioni (anche questo non l’avrebbe potuto fare) per l’uso e poi se ne sarebbe andato in tribuna. Il terzo è che Novellino ha un illustre precursore: Josè Mourinho. Lo spigoloso portoghese, nel 2005, in occasione del quarto di finale di Champions League tra Chelsea e Bayern Monaco, era sospeso per due turni a causa delle intemperanze nella sfida col Barcellona (accuse all’arbitro Frisk). Eppure si infilò in un cesto della biancheria e si piazzò nello spogliatoio dove rimase per tutta la partita comunicando via cellulare e con «pizzini» con i giocatori. La differenza tra i due? Il controspionaggio. Novellino nel cesto è stato denunciato da qualcuno, mentre la storia di Mourinho è venuta fuori nella primavera del 2007, dopo due anni. Forse perché Mourinho giocava in casa e Novellino fuori. Comunque, se è vero che i panni sporchi non si lavano più in casa, in giro trovi sempre qualcuno che non si fa gli affari suoi

..E io avevo l’influenza!

27 Set

E non è mica giusto, la prima partita che il Genoa gioca senza schierare il paracarro là davanti io me la perdo perché malato, e neanche poco malato, malato da 38 e 2, che già di suo suggerirebbe di starmene a letto e seguire l’incontro per radio.

Non esiste, voglio vederlo il Genoa con un attacco completo, sono convinto che potrebbe fare qualcosa di grande, e affronto le intemperie per arrivare al divano di mia mamma, e guardare la partita su sky.

Quindi la formazione vede davanti Leon, Borriello e Sculli, e sulla fascia il solito Fabiano.. Ah no, si è rotto durante il riscaldamento, entra Lucarelli. Sulle fasce quindi giocano Konko e Danilo. Storco già il naso, mi sembra di rivedere le incursioni di Oddo alla prima di campionato. Ma Rossi dov’è finito?
Difesa sempre quella, ma di loro mi fido.

Piove da paura a Marassi, mi sale la febbre solo al pensiero che avrei potuto essere là sotto anch’io. Mi tiro la coperta un po’ più su, e siamo al fischio d’inizio.

Palla di qua, di là, otto minuti dopo c’è Dossena per terra per una testata con Sculli. In casa io e Giuliano ci guardiamo esterrefatti, "Ma è lo stesso Genoa?". In otto minuti abbiamo già visto un paio di incursioni in area, e Borriello obbligare il portiere a deviare sul palo una punizione splendida.
Sembra che ci divertiremo..

Riprendono a giocare, e Leon è di nuovo là davanti a rischiare di cacciarla dentro. Cade Danilo, altra punizione, batte Leon in gradinata. E io lo sapevo che quello lì fa tanto casino e poi..

16′, Danilo rischia il vantaggio ma sbaglia di poco, Giuliano esclama "Boolin che Genoa!".

Asamoah tira dalla nostra parte, ma Rubinho fa la paratona. E siamo di nuovo davanti alla loro porta, Leon batte un calcio d’angolo, il portiere dice che gli fa schifo toccare una palla che tutti hanno preso a calci, che lui ci ha i guanti nuovi che gli ha regalato sua nonna Abelarda, e la respinge un po’ così.
Borriello è uno che ci rimane male quando sente certi discorsi, che lui nonne Abelarde che gli regalavano i guanti non ne ha mai avute, e sfoga la sua aggressività repressa tirando un calcione alla palla che se non ha bucato la rete è solo perché le fanno molto resistenti.

Il risultato di questo siparietto è un gol da antologia, se fossi stato allo stadio potrei riferire delle pareti che tremavano, ma ero a casa, abbiamo fatto scappare il cane terrorizzato dagli urli.

Due minuti dopo Borriello è di nuovo lì che si incazza per i guanti del portiere, ma stavolta becca una traversa. Bravo Leon che gliel’ha servita perfetta.

Il cronista di Sky continua a parlare di Fabiano quando dovrebbe dire Danilo, Onofri non lo corregge, troppo preso a rimirarsi la poderosa erezione che questo Genoa gli sta provocando.

Cinque minuti prima della fine del primo tempo Leon batte un altro angolo, e De Rosa sbaglia a darci di testa, buttando alta una palla che era destinata dentro. Se non ci fossero stati errori saremmo già tre a zero, e dell’Udinese nessuna traccia, giusto un tiro in porta parato bene da Rubinho. E’ Uefa, sicuro, magari il campionato non lo vinciamo già quest’anno, ma in uefa ci andiamo diretti. E siccome Donadoni è in tribuna metà dei nostri giocatori andrà a giocare in nazionale e vincerà gli europei prima e il mondiale poi.

Paro guadagna un rigore che l’arbitro non concede, quattro a zero virtuale e squadre negli spogliatoi.

Secondo tempo, calcio d’angolo, batte Leon, Borriello di testa la butta dentro, due a zero!
Neanche il tempo di fare un trenino in salotto cantando una samba, che l’arbitro ci butta fuori Rubinho. Ha toccato la palla con le mani fuori dall’area. Ma no! Non è vero! Voleva solo dimostrare che lui non ha pregiudizi nei confronti delle palle sporche di piedi degli avversari, oppure che sua nonna non gli ha mai regalato i guanti nuovi ma la cosa non lo turba! Non potete mandarlo fuori! E poi non è vero che ha toccato fuori area, era dentro, di poco ma era dentro. Sti cazzo di arbitri con la cataratta tutti a noi li mandano.

Vabbè, esce Leon ed entra Scarpi, punizione per l’Udinese, Scarpi non ci arriva, dueauno.

E mi sa che retrocediamo, perché questa squadra non può tenere testa agli avversari, si vede chiaramente che non siamo una formazione da serie A, e poi dai, Paro e Konko giocavano nel Crotone, Milanetto e De Rosa sono vecchi, Rossi non ce la farà ancora per molto, no no, retrocediamo già a metà campionato, Preziosi vende la società e finiamo in serie U a giocarcela con la Busallese.

Poi cartellino a Juric che cerca di ammazzare Quagliarella. A nulla valgono le spiegazioni del giocatore che tenta di giustificarsi con "è un ex doriano, sa, l’onda lunga del derby".

Entra Bega per Sculli, che va a dare delle ditate a Gasperini.

Gol dell’Udinese. No, fuorigioco. Però la difesa era andata per funghi. Comincia uno stillicidio davanti alla nostra porta, manca ancora mezz’ora, tutta la squadra è chiusa in area, quanto potrà durare prima che ci facciano il gol del pareggio?

Dopo dieci minuti di guerra in area il Genoa riesce a organizzare un contropiede, davanti c’è solo Borriello che fa quel che può, cerca di entrare, finisce a terra in area, e l’arbitro ci assegna quel rigore che ci ha negato prima, solo che prima c’era, stavolta secondo me no.

Giuliano va in terrazza, Borriello tira, gol, treauno! E la nazionale composta da soli giocatori genoani sarà la miglior nazionale di sempre, vincerà otto mondiali, quattordici europei, Gasperini otterrà la medaglia al valore e Genoa diventerà una parola del dizionario Zanichelli per indicare una cosa incredibilmente buona.

|noa
s.m. inv.
1a FO Prima squadra di calcio di Genova, passata alla storia per aver vinto tutto il vincibile, diventando sinonimo di successo e qualità straordinari: Bello come il G., E’ bravissimo nel suo lavoro, quasi da G., Questo pranzo è da G.!

Solo che due minuti dopo l’Udinese la ributta dentro, aiutata in questo caso da De Rosa che si annoiava a stare lì fermo e ha alzato un ginocchio, deviando oltre le braccia lunghissime di Scarpi.

Giocheremo contro la Busallese già da febbraio, e perderemo quattro a zero.

Esce Borriello ed entra Papa Waigo, che dice che la partita deve finire con noi che festeggiamo e loro che si chiedono come mai, e appena entrato cerca il gol due volte, come tutti ci si aspettano che faccia dall’inizio del campionato. E’ sveglio il Papa, stasera, e lo dimostra, anche se in campo ci sta troppo poco per poterlo giudicare. Io comunque ci credo, e alla fine applaudo anche lui.

E si perché alla fine l’arbitro fischia e il risultato è ancora 3 a 2 per noi, che contro la Busallese non ci andiamo a giocare, o se ci andiamo ci esce un pareggio due a due col nostro recupero agli ultimi minuti, perché il Genoa non è squadra che si arrende senza lottare.

Genoa Udinese 3-2

26 Set

 

Non ci sono molti commenti … a me sta benissimo cosi’.

;o)))))

– 5 al derby…

18 Set

Domenica sera, e penso che nessuno se ne sia accorto, c’è il derby. Il primo che vedo in serie A, mi ricordo qualche match in serie B, specie quello di Carparelli e quello di Stroppa – Francioso.

Speriamo…

Genoa Livorno Unoauno

16 Set

La novità principale per questa partita è che riesco a uscire di casa in tempo per fare il biglietto e prendere il treno senza dovermi ammazzare dalla fretta. Ci scappa addirittura il caffè al bar e una letta ai maggiori quotidiani.
Arrivo allo stadio che non c’è quasi nessuno, e posso scegliermi con cura la posizione. Stavolta opto per il lato sinistro, dalla parte di là ci sono troppe teste di cazzo, e se finisco ancora davanti alla xenofoba esasperata delle altre volte va a finire che la picchio.

L’arrivo del dottor Hardla coincide col riempirsi della gradinata, e di lì a poco ecco arrivare i due ospiti illustri della partita, Aguilera e Skhuravy. Se vedere il secondo è ormai una consuetudine, il saluto del piccolo uruguagio ai cori della nord mi fa venire gli occhi lucidi. Ma c’è poco da commuoversi, la partita comincia e il Genoa guadagna subito un calcio d’angolo.
L’impressione a inizio partita è che la squadra sia più decisa a vincere, si vede che hanno capito in che categoria stanno giocando, e cercano seriamente di non sfigurare.

Soprattutto Borriello, che dà l’anima su ogni palla, e dopo dieci minuti guadagna un rigore su un tiro destinato con ogni probabilità a finire sul fondo.
Fiato sospeso, stiamo per assistere al primo gol del Grifone in serie A dopo 12 anni?

Il rumore secco della traversa centrata da Milanetto dice di no, bisogna aspettare ancora, ed è di nuovo Milanetto, oggi non brillante, a mangiarsi un gol fatto sparando in gradinata una palla servita benissimo da Fabiano.

Per tutto il primo tempo è il Genoa a fare la partita, guadagna un sacco di angoli, tutti battuti da Milanetto fra le braccia di Amelia, il portiere che ammalia.

C’è anche Sculli, dalla parte di qua, che serve ottime palle al centro, ma non c’è nessuno che riesca a infilarle in rete, ogni azione si conclude col portiere del Livorno che abbraccia il pallone senza neanche bisogno di cambiare posizione.

A mezz’ora dall’inizio esce Sculli, tutti ci chiediamo perché, che stava giocando anche bene, ed entra Papa Waigo. Tutti continuiamo a chiederci perché, che finora si è dimostrato un giocatore sopravvalutato, ma Gasperini sa quel che fa, e noi ci fidiamo.

Papa Waigo guadagna l’ennesimo calcio d’angolo, segno che Gasperini aveva visto bene a farlo entrare, ma neanche stavolta il risultato cambia. Lo batte Fabiano, che Milanetto ormai l’avevano capito tutti dove l’avrebbe tirato.

Ancora qualche tiro in porta da ambo le parti, Rubinho esce bene su un paio di azioni molto pericolose e il primo tempo finisce zeroazero, col pubblico che insomma, si potrebbe fare di più.

Inizia il secondo, Bega stende Pasquale, è rigore. Fischi contro l’arbitro, ma il rigore secondo me c’era, lo batte Tavano e Milanetto si morde le mani, perché a lui la traversa resta sopra e la palla va dentro.

Cazzo. Non ci voleva. Perché dai, non è una partita da perdere questa, la squadra ha dominato, e va bene, non sarà stata in grado di concludere, ma il Livorno si è sempre difeso, non ci sta di perdere. Al limite di pareggiare, ma perdere proprio no!

Cinque minuti dopo Rossi serve Borriello, che di testa rimette a posto il risultato. E’ lui il primo marcatore della serie A, ed è giusto, finora è stato il migliore in campo, sia davanti che dietro a coprire.

Esce Lucarelli ed entra Konko. Poi De Vezze per il Livorno, che qualche tifoso applaude, per esempio io. Poi Milanetto per Paro, e Rossi va a difendere. E qui la partita praticamente finisce, il Genoa non ha più idee per penetrare la difesa avversaria, prova a chiedere se per favore lo lasciano passare, prova a fingersi un venditore di enciclopedie, prova a scavare un tunnel che sbuchi davanti al portiere, o a tirare palle lunghe da centrocampo, ma non c’è niente da fare. Si vede ancora qualche azione da tutte e due le parti, buttano fuori prima quella ruspa di Vidigal, che per tutta la partita ha pestato chiunque gli capitasse sotto, poi Juric per proteste e simulazione, e prima del fischio finale c’è ancora il tempo per la difesa di lasciar passare De Vezze, e meno male che Rubinho sa fare il portiere, perché un gol dell’ex oggi non lo reggevo proprio.

A proposito di Rubinho, oggi non si è fatto niente.
Concludendo direi che la difesa, tranne qualche papera verso la fine, mi è piaciuta tutta. In mezzo darei una medaglia a Juric, che è un polemico del belino e dovrebbe starsene zitto, ma fa un gran lavoro in campo, e nel derby ci mancherà, e si che rientra Coppola. Poi Milanetto, oggi non era molto in partita, ma appena è uscito la squadra si è persa. Rossi indispensabile, titolare obbligato fino alla fine del campionato, mentre dalla parte di là Fabiano non ha fatto granché. Niente male Konko, molto meglio lui di Papa Waigo, così parlo dell’attacco, e dico che il senegalese velocissimo ha le scarpette strette o gli sono venuti i calli, o mangia pesante, o non lo so cos’abbia, ma spero che qualunque cosa sia gli passi, che quest’estate ha mostrato classe in abbondanza, ma finora non si è visto niente, e in tanti temono che si tratti del solito bidone estivo. Sculli non so perché sia uscito, spero niente di grave, finché c’era mi è piaciuto, e contrariamente alle voci di gradinata mi è piaciuto anche Di Vaio, che ha fatto poco, ma qualcosa di buono l’ha mostrato.
Il punto è: è possibile che dobbiamo accontentarci di un paio di azioni sufficienti da un giocatore dello spessore di Di Vaio? Perché quello che lui fa in 90 minuti Borriello lo ha fatto in 10, e va bene che fa anche tanto lavoro sporco che non viene premiato perché si vede poco, ma l’impressione è sempre la stessa, di un sasso lasciato cadere in mezzo al campo, su cui ogni tanto rimbalza qualche palla.

A fine partita i fischi non so quanto fossero per la prestazione dei nostri, per la squadra avversaria, per l’arbitro o per Spinelli in tribuna, se mai c’era.
Io sono soddisfatto, ci sono ancora dei problemi, ma il lavoro che fanno in settimana si vede, i miglioramenti nel gioco sono evidenti, i gol arriveranno quando gli attaccanti avranno capito cosa ci si aspetta da loro, o l’allenatore li piglierà a calci nel culo, o Figueroa ritroverà la forma e si scoprirà un fenomeno assoluto in grado di gestire tutto l’attacco da solo, o tutti i difensori di tutte le altre squadre di serie A si romperanno il giorno prima di giocare contro di noi e al loro posto entreranno le riserve della primavera, o il guardalinee sarà girato quando Di Vaio partirà in netto anticipo e farà un gol chiaramente viziato da fuorigioco, o il Genoa partirà con un vantaggio a tavolino di +2 gol a partita per meriti sportivi, o verrà fuori che tutti i presidenti di tutte le altre squadre di serie A avevano comprato gli arbitri e le loro società saranno tutte retrocesse d’ufficio e il Genoa vincerà il campionato essendo l’unica squadra rimasta a giocarselo, e andrà in Champions, in Uefa, ma contemporaneamente retrocederà in B per essere inevitabilmente anche l’ultima in classifica.

Ce la faremo, vedrete.

Genoa 1 Livorno 1

16 Set

Ok, possiamo trovare tutte le giustificazioni del mondo, giocatori non in forma, rigore dubbio contro di noi, un po’ di sfiga, miriadi di corner tirati : però non andiamo lontano se continua così. Col Livorno in casa bisogna vincere, sono veramente grammi, con giocatori impresentabili come nonno Balleri.

Poi se Pasquale sembra Maradona magari un po’ di colpe le abbiamo anche noi, mi sembra il replay del gol di Tarana a Giugno col Mantova. Milanetto non deve più giocare, a parte il rigore sbagliato non ha fatto niente ; Di Vaio è un gatto di marmo e ha pure la sfiga : quel colpo di tacco va dentro 99 volte su 100.

Mi sono piaciuti Rubinho (coi brividi alla fine, ma ha salvato 2 gol fatti), Marco Rossi, Juric e anche Sculli. Ottimo Borriello, mi sembra che quest’anno abbia finalmente voglia di fare il calciatore professionista.

Bruno.

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