Archivio | marzo, 2008
31 Mar

Genova, dal nostro inviato Dedee: il Genoa stende la Reggina col risultato all’inglese

Gara che si presenta densa di insidie per l’undici di Mister Gasperini, gli ospiti infatti necessitano di punti e si presentano battaglieri al Luigi Ferraris, dopo pochi minuti in schiere di quattro si presentano diverse volte all’attacco, vigila altresi’ attento il rientrante Rubinho e a poco giungono gli avanti ospiti. Sfogate le vehemenze iniziali, si fa sotto o Zena. Solida linea difensiva, arcigna mediana e ttacchi fulminanti da parte delle ali, che avanzano inarrestabili, numerosi i cross per i frombolieri d’attacco, l’estremo ospite e’ sommerso da una bordata di tiri dalla mediana, le proverbiali quattro cannonate, che affonderanno l’incerto naviglio reggino.
L’avversario e’ alle corde, come gli occhi di un pugile stordito vagano i granata verso il loro angolo, forse implorando qualcuno di gettar la spugna, ma il salvataggio non arriva. Arrivano invece sempre piu’ i palloni scagliati dagli atleti in casacca a quarti rossoblu’. E che palloni, fioccano le occasioni tra gli applausi di un pubblico estasiato.
L’agonia degli ospiti sembra lenirsi quando l’ottimo Borriello, capo-cannoniere del massimo campionato e serio candidato ad indossare la maglia nazionale, insacca la rete del vantaggio.
Provano sterilmente a riprendersi i reggini, ma nulla passa al di la’ della linea di fondo difesa da Rubinho.
Non pago il grifone mostra gli artigli fino all’ultimo, con un ottimo collo pieno da fuori area di Milanetto Rossi arriva il colpo di grazia, allo scadere.
Spiega le ali il grifone in classifica e si avvicina con piglio sicuro e non affettata decisione, verso possibili traguardi continentali che ad inizio stagione si profilavano come chimera di fronte agli occhi dei tifosi rossoblu’, oggidi’ sempre piu’ festanti!

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Inizio scoppiettante

25 Mar

Melbourne, dal nostro inviato al Telstra Dome Dedee – Western Bulldogs prevalgono grazie alla maggior forza di volontà



Western Bulldogs  5.4  6.9  13.9   19.12  (126)
Adelaide                2.1  7.8  12.13  18.15 (123)

Prima della gara celbrazioni per la partita numero 300 di Brad Johnson. Johnno è il sesto giocatore dei Bulldogs a raggiungere l’ambita meta.
Primo quarto all’insegna dei doggies, che si portano avanti di 21 punti grazie soprattutto all’ex di turno, Scott Welsh.
Il secondo quarto si apre con una marcatura di Adelaide, alla quale risponde prontamnte Murphy che ristabilisce 20 punti di vantaggio; proprio quando i bulldogs sembrano in controllo dell’avversario, cala il black out: i doggies iniziano a sbagliare passaggi facili, regalando l’ovale agli avversari, che dal nono del secondo quarto di giuoco al quarto minuto del terzo segnano ben sei volte, mentre i bulldogs rimangono a secco.
Gli ultimi minuti del terzo quarto si chiudono con la riscossa dei padroni di casa che segnano quattro goal, di cui uno al volo di Giansiracusa, che ha suscitato applausi a scena aperta da parte di tutti gli spettatori.
Tutto è pronto per il quarto quarto, i fuochi d’artificio iniziano con Adelaide che si porta avanti, i Bulldogs rispondono e si riprendono il vantaggio, per poco, i crows tengono duro e avanzano ancora, quando sembra che la gara sia diretta verso i sud-australiani, Johnno infila per due volte consecutive i pali centrali, pandemonio allo stadio. Ma non è ancora suonata la sirena, un’ingenuità regala ancora l’ovale ad Adelaide che segna, mancano più pochi secondi, invece che mangiarsi il pallone, i bulldogs commettono un altro errore, palla ad Adelaide, calcio per
Nathan Bock, mark ai 50 metri, spostato sulla sinistra, calcio che esce per un "behind", sirena, "sons of the west".
Una gara da favola del footy per Johnno, protagonista della vittoria nella sua partita numero 300, un motivo in più per allargare ancora di più il suo caratteristico sorriso:

Tanto per farvi apprezzare l’atmosfera che si respirava al Telstra Dome, eccovi il filmato degli ultimi minuti:

Il Grifone sbanca anche Palermo

22 Mar

Palermo – dal nostro inviato Dedee. Grifone corsaro al "Barbera".

Dopo aver messo sotto la prima della classe, smaltisce in fretta le tossine l’undici di Gasperini, e con corsa, coraggio e determinzione, cari ai giuocatori rossoblù, arriva l’ennesima vittoria.
Mister Gasperini costretto a fare a meno dell’infortunato Criscito e con Borriello precauzionalmente in panchina, schiera di fronte all’estremo difensore Scarpi: Konko, Santos e Lucarelli; Milanetto e  Juric cetnromediani, Rossi e Fabiano all’ala; Leon, Figueroa e Sculli all’attacco.
Iniziano di gran carriera i rossoblù ed è già al minuto settimo Sculli, ben servito in area dall’Honduregno Leon, a scaldare le mani al portiere rosanero. Al minuto ventitrè sembra che le cose si mettano male per il grifone: il Signor Tagliavento di Terni cade nella trappola del tuffatore
Cavani, estrema punizione. Calcia Amauri, rete. Bastano solo sei minuti al grifone per rispondere al torto subito, Figueroa da fuori area colpisce di collo pieno, palo, rete. La prima frazione di gara si spegne su sterili attacchi dei padroni di casa, ben controllati dalla solida difesa rossoblù.
Alla ripresa del giouco, o Zena entra in campo determinato, solo cinque minuti e Figueroa libera Milanetto in area, rete.
Entrambi gli alleantori apportano modifiche tattiche alle formazioni, De Rosa sostituisce l’affaticato Leon, Borriello,  Figueroa, e tra i rosanero entra l’ex capitano dei grifoni Tedesco.
Minuto sedicesimo, tiro d’angolo per i rossoblù, stacco imperioso di Konko, rete. Genoa 3, Palermo 1.
La gara è ormai decisa, il pubblico del
"Barbera" contesta la prestazione dei padroni di casa, che segnano il secondo punto a tempo oramai scaduto con un fortunoso tiro da fuori area di Amauri.
Grifone a quota trentanove.

Genoa Inter 1-1

20 Mar
Dal nostro inviato
in piccionaia:
il Dott.Hardla

Visto che l’ultimo post era ancora quello della Juve, vuol dire che la sconfitta con la Fiorentina evidentemente non interessa a nessuno, e allora andiamo avanti. Gran pareggio con la capolista, li abbiamo schiacchiati nella loro area e dominati fisicamente e intellettualmente. Certo, loro hanno giocato in 10 per 55 minuti, ma in fondo sono anche un po’ cazzi loro, no? In 11 contro 10, comunque, siamo molto più forti noi.

Ma veniamo alle cose interessanti. La partita stavolta l’ho vista dalla piccionaia della Nord: un’esperienza davvero molto interessante, e che ora vi racconto. Intanto mi sono beccato una bandierina gratis, alla faccia di Spassky che è rimasto a casa, sicuro della sconfitta. Tié.

Erano anni che non andavo più in piccionaia e la prima impressione è senz’altro positiva: certo i giocatori sono molto piccoli e distanti, ma si vede perfettamente la disposizione in campo e, finalmente, si coglie il senso della profondità, senza il quale è veramente un casino capire cosa succede nell’area opposta, sotto la Sud (palo! naso! rinvio di orecchio! autorete in semirovesciata volante! rigore!).

Poi però inizia la partita e mi accorgo di alcune piccole inconguenze: intanto ai lati si sta seduti, ma va bene siamo lì per quello, visto che Paoletta ha la gamba ingessata. Poi, pur chiamandosi "Gradinata Nord", seppur "superiore", la gente non canta. Ma niente, eh? E ancora questo non sarebbe tanto grave se, per riempire questo vuoto canoro, le persone non si mettessero a fare dell’altro. L’occupazione preferita è, com’è logico aspettarsi, dire cazzate. E lì mi accorgo che, effettivamente, i cori insistenti e ripetuti per tutta la partita, distraggono le persone e impediscono loro di commentare ogni singola fase di gioco. Quando manca il supporto canoro, chiunque può dire qualunque cosa, e sicuramente lo farà a portata del mio orecchio.

E’ in questo modo che ho fatto la sfortunata conoscenza della prestigiosa Famiglia Stancacervelli, madre figlio, zio e un sacco di conoscenti che avrebbero fatto meglio a comprarsi la partita in pay-tv davanti a una pizza bella calda e una coca cola, piuttosto che stracciare i coglioni a me per tutta la serata. Il papà no, non c’era, ma come ho appreso quelle 7 volte durante la partita, meno male che non c’era perché solitamente porta una sfiga della madonna. E meno male, allora…

Girandomi a sinistra il panorama non era certo meno folkroristico. Quasi a controbattere le offensive verbali della suddetta famigliola si fa valere il deciso e costante mormorio della "radiocronista autistica". Oh, magari non capiva un cazzo di calcio e di ciò che stava accadendo in campo, ma i nomi dei giocatori li conosceva tutti! Beh, magari non proprio tutti, magari sapeva solo i nostri, ma quelli li conosceva davvero bene, giuro!

Ma colui che più ha destato il mio interesse (e quello di gran parte del settore, in effetti) è stato L’Uomo Con Due Ciocchi Di Legno Al Posto Delle Mani. Un tipo generalmente tranquillo ma che aveva il vezzo di applaudire a sproposito nei momenti più improbabili, producendo un forte e penetrante rumore di legno, udibile anche a decine di metri di distanza. E questo per TUTTA LA PARTITA. Imperdibile.

Vista l’originalità del fenomento non ho potuto sottrarmi dal girare un breve video per farvi capire meglio le mie insufficienti parole. Una visione raccapricciante.

Genoa – Juve 0-2

10 Mar
Dal nostro inviato
allo stadio:
il Dott.Hardla

Oggi faccio un po’ di bilanci, la cronaca la conosciamo già tutti. Iniziamo da quello che è andato storto e chiudiamo con le note positive, come segno d’ottimismo….

I CONTRO

  • L’avversario: la Juve è forte. Non ha giocato in modo spettacolare, ma si vedeva chiaramente che i suoi giocatori avevano più forza e più tecnica dei nostri. La cosa preoccupante è che avevano anche più voglia, al novantesimo erano ancora lì a mordere le nostre caviglie.
  • Il futuro: ci aspetta un ciclo durissimo e noi con le squadre "grandi" non siamo stati in grado di racimolare un solo punto, finora.
  • Infortuni: se anche Milanetto s’è infortunato non abbiamo più un centrocampista centrale di ruolo. Per non parlare della difesa fantasiosa che dobbiamo schierare.
  • La difesa: anzi, parliamone un po’ della difesa. Sul secondo gol Grygera s’è accentrato in maniera fantastica, aveva lo specchio della porta libero e poteva tranquillamente far partire un’altra legna, ma ha preferito passare all’altrettanto liberissimo Trezeguet. Troppa gente che può fare quello che vuole in mezzo alla nostra area generalmente non è un buon segno.
  • Borriello: non era in forma, lo si sapeva. I difensori avversari l’hanno contenuto molto bene. Ma è sempre tanto solo. Gli esterni erano spesso 20 metri indietro, oppure arrivano in avanti ma si allargavano talmente tanto da rendersi avulsi dal gioco.
  • I cross: ne sbagliamo davvero troppi.
  • Leon: ieri ha giocato da solo, c’era sempre, si faceva vedere, ma poi s’incaponiva in azioni personali.
  • Di Vaio: lui invece non c’era quasi mai, un paio di tocchetti, ma quando c’è da lottare non si fa mai vedere. Lo preferivo indisponente come ad inizio stagione, adesso ormai non ce ne rendiamo neppure più conto, ci siamo abituati a questo tipo di prestazioni. Dovrebbe cambiare aria, per il suo e il nostro bene.
  • Figueroa: è entrato tardi e non è che da lui ci si possano aspettare sempre i miracoli, ma è già un paio di apparizioni che fa che proprio non mi piace. Non mi sembra metterci la grinta che si si aspetterebbe da un ex nazionale argentino che vuole dimostrare al mondo d’essere ancora un campione.

I PRO

  • Konko: fantastico. A centrocampo mi piace un casino. Certo, quando arriva al margine dell’area sembra sempre un po’ spaesato, ma partendo da mediano non è detto che ci debba per forza arrivare. Oltre alla grinta ha dimostrato anche una buonissima visione di gioco.
  • Il centrocampo: mi è piaciuto. Ha retto piuttosto bene, e sì che dall’altra parte c’erano dei cagnacci bavosi che aggredivano ogni pallone.
  • Van Der Borre: un po’ di movimento, un paio di tocchi, nulla più. Ma aver scoperto d’avere in rosa un giocatore abile e arruolabile, con mezza squadra fuori, è comunque una buona notizia.
  • Gli infortunati: prima o poi ritorneranno questi benedetti titolari…
  • Il tifo: ok, qui sto raschiando il fondo del barile, ma dopo il  sonnacchioso "volemmosse bbbene" coi napoletani,  una bella e sana razione d’odio con  gli juventini ha infuocato Marassi, almeno fino al secondo gol. E comunque anche dopo non s’è mai spento del tutto.


Yes we can

9 Mar

we can do it

"Ho letto da più parti che la squadra di Ranieri arriverà per vincere a tutti i costi. Dovrà però fare una grande partita. Anche perché troverà un ambiente compatto, poco incline a recepire polemiche sugli arbitraggi. Noi non ci siamo mai lamentati. Neppure all’andata, dopo un rigore non dato e un gol non convalidato. E intendiamo proseguire su questa strada. A Torino fu una gara equilibrata, giocammo meglio la ripresa. Noi e il pubblico saremo una cosa sola, in una partita che per noi vale la salvezza"

Giampiero Gasperini