Archivio | agosto, 2008

Retrocessione

31 Ago

Non si può perdere a Catania da una squadra inesistente capace solo di prendere a calci per novanta minuti, io lo sapevo che quest’anno non avevamo giocatori forti, abbiamo venduto Borriello e Konko per nessuno, Olivera fa schifo Gasbarroni fa schifo Palladino fa schifo, Gasperini fa giocare solo chi gli è simpatico, con questa società non andiamo da nessuna parte, se Foschi se n’è andato vuol dire che c’è del marcio sotto, ci vuole una punta, ci vuole un centrocampista, ci vuole un portiere, ci vuole un allenatore serio, il 3-4-3 in serie A non funziona, Preziosi vattene.

Ho dimenticato qualcosa?

 

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Ciao Marco

21 Ago

divano

 E’ di oggi la notizia che il Bologna ha concluso l’affare migliore di tutto il campionato di serie A, e forse anche di B.  Si è comprato Di Vaio.

Ora lo so cosa penseranno le malelingue, che i soldi ce li ha messi il Bologna, ma l’affarone l’abbiamo fatto noi, ma non dovete dar loro ascolto, perché Di Vaio è un professionista, un giocatore serio, che per la propria squadra dà l’anima.

Quante volte lo abbiamo visto durante un’azione decisiva tirare indietro la gamba per evitare di farsi male, e lasciare i suoi compagni con un uomo in meno? Ci vuole del cuore, sapete, per comportarsi così! Quanti giocatori rinuncerebbero a un momento di gloria personale in favore del collettivo?

 

divaio

E che dire della perspicacia di questo volpone del calcio, che riusciva a vedere subito se la palla in area aveva qualche possibilità di finire in porta, e se non valeva la pena neanche ci provava, anzi, si nascondeva dietro un avversario nell’eventualità che il pallone capitasse da quelle parti, e lui a sorpresa potesse rimetterlo in gioco. Eeh son pochi i giocatori con questi numeri!

Oggi Marco Di Vaio se nè andato a Bologna, cambia maglia, ma non colori, e i tifosi rossoblù stanno già facendo festa.

 

 

 

Trofeo Spagnolo 2008

14 Ago

Comincio da dove ho finito ieri, dalla questione sul posto assegnato. Appena varcati i cancelli chiedo a uno steward che somiglia ad Andrea Lazzara, il commentatore doriano di Telecittà, se sia vera la faccenda, e anche lui si carica la bocca di h e fa la faccia da maestrina severa. Ochei, lasciamo perdere, magari lo chiedo a qualcun altro. Arriva Marzia e ci mette il carico, chiedendo se può portare l’ombrello, che ha nello zaino. Il fratello di Andrea Lazzara comincia a questionare se l’ombrello abbia la punta o no, vuole vederlo, lo esamina a fondo, e alla fine la lascia passare.
Che uomo noioso!

Ci sediamo, ovviamente, dove capita, ma nei distinti parecchie persone arrivano col biglietto in mano, a cercare il proprio posto. Nel momento in cui saranno obbligati potrebbero anche rispondere bene. I distinti, perché non riesco a immaginare la gradinata che si comporta diligentemente:

"Mi scusi signor ultras speloncino, è seduto al mio posto, potrebbe alzarsi?"
"MGRRRR!"

E comincia la partita. Primo tempo con Rubinho, Biava, Ferrari, Potenza, Mesto, Milanetto, Juric, Modesto, Sculli, Figueroa, Palladino. A colori come PES, per i pignoli.

L’avversario è questa squadra olandese che dicono buona, le italiane avevano da fare. Mi chiedo perché non si cerchi di giocare col Milan ogni anno, visto che il trofeo è dedicato a un genoano accoltellato da un milanista. Sarebbe un buon gesto di distensione, e avrebbe senso.
E già che ci sono, quanto potranno essere compiaciuti i genitori di Spagnolo sentendo la nord inneggiare a Milano in fiamme, dopo che hanno detto e ripetuto che non dev’esserci più odio fra le due tifoserie, che loro vogliono guardare avanti e tutto il resto?

Questa è la ragione principale perché al Trofeo Spagnolo io vado nei distinti.

Dopo un minuto uno Holman ci fa borbottare che quest’anno retrocediamo sicuro, e belin, ma come si fa, prendere un gol così, la difesa è a spasso.
Poi lo stesso Holman riprova e centra la traversa, e nei distinti è tutto un ciùno, è ciùno sicuro, ah si, ciùno.
Questi olandesi non hanno capito che si tratta di un’amichevole, e picchiano come ferrai, o forse in Olanda si gioca così, comunque verso la fine di un primo tempo imballato un giocatore che si chiama come una badilata in testa (Donk!) stende Sculli in area e si fa espellere.
Va a tirare Figueroa, non prende granché rincorsa, si ferma prima di battere, ci pensa un po’, poi si rende conto che stavolta è obbligato a tirare in porta, e prova. Gol.

La squadra del primo tempo non è convincente, Figueroa è sempre là da solo, fermo come una sfinge. Per dei tifosi abituati agli scatti e alla potenza di Borriello è un cambiamento difficile da accettare. Speriamo che affiancandogli due esterni più concreti di Sculli e Di Vaio si compensi la perdita di movimento.
Il problema è che Palladino è impalpabile come Di Vaio (sarà la posizione che fa male ai giocatori?), quando corre mi fa venire in mente il mio gatto Mikowski, ha la falcata lenta del gatto pigrone. Sculli gioca, l’ho visto in forma come al termine del campionato scorso, ha grinta, è preciso, fa dei bei passaggi d’esterno. Però mi sta sul cazzo, è una faccia di merda.
La difesa vabbè, non è quella titolare, ma belin! L’unico che convince è Ferrari, anche se all’inizio è drammatico come i colleghi, sulla distanza viene fuori molto bene.
In mezzo sembra andare meglio, l’unico un po’ intorpidito è Milanetto, ma di lui mi fido, so che si presenterà all’inizio del campionato con la solita lucidità. Mesto e soprattutto Modesto sono due ottimi acquisti che non fanno rimpiangere Konko e coso.. chi c’era di là? Chi? Danilo? E chi cacchio è?

Nel secondo tempo cominciano le sostituzioni, Rossi per Potenza e Papastathopoulos per Biava (e la differenza si vede), Di Gennaro per Mesto e Domingo per Milanetto, Gasbarroni per Sculli e Olivera per Figueroa.

Va subito meglio, dopo sei minuti Gasbarroni crossa e Olivera insacca di testa. Figueroa in panchina sospira. Altri sei minuti e Olivera da solo entra in area e la sbatte dietro il portiere. In panchina Figueroa piange. Anche a me viene il magone, perché sembra di rivedere Borriello, e immagino quali risultati potrà avere sulla gerarchia dello spogliatoio. Peccato, ma l’importante è vincere, mica partecipare, in culo a De Coubertin.

L’AZ Alkmaar (l’ho scritto giusto perché ho fatto copia-incolla) è una squadra tosta, e anche in dieci mostra di non essere ancora battuta. Un fallo in area del solito Rubinho procura un rigore, che va a battere un certo Aris. E succede l’inaspettato, Rubinho para il rigore!
Porca zozza! Da non crederci! Il primo in tre anni! Un rigore parato in tre anni e me lo vai a sprecare in un’amichevole? Ma dove ce l’hai la testa? L’unico rigore della tua vita lo devi parare in campionato, quando stai vincendo contro la Juve e l’arbitro venduto e bastardo te ne fischia uno contro per permettere agli avversari di recuperare, e tu parandolo dimostri di essere più forte degli intrighi di palazzo, e umilii talmente i giocatori avversari da far perdere loro ogni spinta agonistica, e li fai finire in una spirale negativa che impedirà loro di vincere qualunque altra partita, e li sprofonderà nell’oblio delle serie minori, fino a giocare l’ultima gara della loro storia contro la Pro Vercelli, dove perderanno e dichiareranno fallita e scomparsa la società.

L’emozione di aver parato un rigore è troppa, Rubinho esce sostituito da Scarpi. Insieme a lui se ne vanno Juric (per Parfait) e Modesto (per D’Alessandro).
Il nuovo portiere non vede nessuna palla, ormai gli avversari sono scarichi, il campo è tutto rossoblù, e possiamo lustrarci gli occhi con le prodezze di Gasbarroni, bravissimo a capirsi con Olivera, e del giovane Parfait, che mancherà di tecnica, ma ci mette tanto cuore, e va dappertutto, sempre abbaiando.

Secondo tempo più brillante, Olivera e Gasbarroni insieme promettono faville, ma credo potrebbero rendere anche a coppie mischiate, mettendo Figueroa col sosia di Rossi, o Sculli insieme all’uruguagio (si dice uruguagio? boh). L’unico che lascia perplesso anche nel secondo tempo è Palladino, che ci si dimentica di averlo in campo, tanto che non lo si sostituisce fino alla fine, per Botta. Si è visto chiaramente Gasperini che verso la fine della partita ha contato gli uomini in campo, si è battuto la mano sulla fronte e ha detto a Botta di prepararsi.

Al fischio finale ce ne andiamo per evitarci la premiazione, e andiamo a mangiare l’anguria al banchetto abusivo in Piazzale Parenzo.

Ricominciamo

13 Ago

Stasera Trofeo Spagnolo contro una squadra che si chiamerebbe come il dentifricio di Star Wars se nel film usassero un dentifricio. Non lo usano, perché Chewbacca l’ultima volta che qualcuno ha provato a infilargli uno spazzolino in bocca gli ha staccato una mano.

Ovviamente non è di questo che volevo parlare, ma neanche della partita, che di amichevole si tratta, e che si vinca o che si perda (Forza Genoa Doria merda) non si può trarre alcuna conclusione, aspettiamo il campionato.

No, quello che volevo dire è che ieri sono andato al Genoa Store a fare il biglietto, e la signorina Naso mi ha chiesto in che posto volevo sedermi, tipo cinema. Le ho detto che non importa, tanto poi ognuno.. ma lei ha sgranato gli occhi tanto che ha dovuto farsi aiutare dal suo collega lì accanto, e con quattro occhi sgranati addosso mi sono sentito dire che "DA QUEST’ANNO NOOH!".

"Prego?"
"DA QUEST’ANNO TI DEVI SEDERE AL TUO POSTOOOH!"
"Eh si, già!"
"NON SCHERZOOH! DA QUEST’ANNO CI SONO I CONTROLLIH!"

Mi sono sentito intimorito da tutte quelle acca in fondo alle frasi, così ho chiesto se questa regola allucinante valesse solo per il Trofeo Spagnolo, ben conscio della risposta, che infatti è stata:

"NOOOH! VALE PER SEMPRE NEI SECOLI DEI SECOLI IN AMICHEVOLE COME IN CAMPIONATO COPPAITALIA COPPAUEFA CEMPIONSLIGG TROFEOMARUZZELLA SCAPOLICONTROAMMOGLIATI SEMMPREEHH!!"

Mi sono cagato addosso. Perché io ho un abbonamento di gradinata superiore, e non so neanche quanto centrale, e ogni anno che lo rinnovo non posso scegliere, io come tutti gli abbonati di Genova avremo sempre il rinnovo nello stesso posto, il che significa che se saremo obbligati a sederci dov’è scritto qualcuno si beccherà per sempre un posto merdoso. E c’è di peggio, a qualcuno toccherà in eterno sedersi vicino alla Donna Orco! O vicino alla Rompicazzo Numero 1! O all’Uomo-Con-Due-Ciocchi-Di-Legno-Al-Posto-Delle-Mani! C’è da farsi passare la voglia di andare allo stadio..

Però penso anche che va bene, hai degli stewards nuovi e ci tieni ad adoperarli, ma Marassi tiene 40.000 spettatori, e dubito che fra questi ce ne saranno 10.000 disposti a sedersi dove indicato sul biglietto. Questo fa 30.000 tifosi incazzati in giro per lo stadio a cercare di occupare il posto migliore, a cercare di occupare quello che hanno pagato, perché nel loro caso è già quello migliore, centrale, bello comodo, ma c’è seduto un altro, a cercare di sedersi comunque, perché tutti gli stewards sono in giro a sedare risse e ad accompagnare altri tifosi ai propri posti, e tocca aspettare.

Per come la vedo ora, a 150 minuti dall’inizio del match, non è stata una grande idea..

Neustift 2008 – 2a parte

9 Ago

Riassunto della prima parte
Sciaron scopre che Samanta non è sua sorella, ma sua madre. Sconvolta, corre da Brucc per raccontarle tutto, ma anche Brucc è sua madre. Senza più punti di riferimento Sciaron tenta il suicidio, ma un attimo prima dell’estremo gesto capisce la verità: è lei sua madre.

SABATO POMERIGGIO
Ci svegliamo in tempo per la partita, e scopriamo che il temporale incontrato più in quota ci ha trovato simpatici, e ci ha seguiti fino in paese. Tempo un’ora massimo verrà giù il diluvio. Marzia attacca a dire che lei la pioggia non se la prende, che non vale la pena bagnarsi per vedere sti quattro scappati di casa, che ha sonno, poi esce in terrazza e vede passare una coppia con la sciarpa rossoblù, poi un gruppetto più avanti diretto verso il campo, poi un altro; torna dentro, si veste e mi dice di sbrigarmi, che la partita sta per cominciare e dobbiamo ancora fare il biglietto.

Coi nuovi lavori effettuati al campo quest’anno, quando ha ospitato il ritiro della nazionale spagnola per gli Europei, l’agibilità dell’anno scorso è seriamente compromessa, per entrare bisogna fare un giro assurdo, ma dal nostro albergo ci vogliono meno di cinque minuti a piedi.
Non ci si può più sedere ai bordi del prato, ora c’è questa nuova tribuna sul lato lungo, e la vecchia dietro una delle porte. Sono entrambe piene di gente, e per accedere alla piccola bisogna superare un cordone di poliziotti in assetto da combattimento che per farti passare applicano criteri più misteriosi dei buttafuori delle discoteche. Uno prova a mostrargli le scarpe nuove, gli dice di essere andato a cambiarsi apposta, ma non passa; un altro prova a spacciarsi per un amico dell’ispettore Derrick, ma non c’è niente da fare. Rinunciamo prima che abbia il tempo di dire al poliziotto che mi manda Er Catena, il buttafuori del Palladium. Ci mettiamo davanti alla porta dei padroni di casa, la Rappresentativa Valle Stubai, convinti di vedere qualche gol.

Non resteremo delusi: il primo lo fa Palladino mentre entra in campo, altri due li piazza Olivera intanto che stringe la mano all’arbitro, e anche Gasbarroni, prima del fischio d’inizio, ne segna uno di testa e un altro di tacco, che però è viziato da fuorigioco.
Una volta cominciata la partita è un tiro al piccione, segnano Mesto, Modesto, Sculli, Rubinho, Gasperini, il figlio di Preziosi e Capozucca, che per l’occasione sfoggia un completo lilla da far rabbrividire anche le mucche. Poi segnano Rossi, Di Gennaro, di nuovo Capozucca, entra Fabiano arrivato apposta dalla squadra cui è stato ceduto, la butta dentro, saluta tutti e torna al suo ritiro, passa un gruppetto di alpini, fa gol e offre un giro di grappa a tutta la squadra.
Dopo venti minuti siamo già qualcosa come ottantatrè a zero, la gara comincia a perdere interesse. Olivera, Mesto e Rossi vanno al bar a fare una partita a cirulla, e riescono a far gol anche da lì, Palladino e Di Gennaro affittano una bici e decidono di raggiungere Innsbruck per una pista ciclabile che passa attraverso i monti, ma all’altezza di Fulpmes servono un assist per Gasbarroni, che segna il 155 a 0.

Comincia a piovere, i miei compagni di viaggio si ritirano al bar, io resisto ancora un po’, ma è solo per non darla subito vinta al tempo. Il campo regge anche sotto il temporale, Juric ha indossato una calottina bianca e si è messo davanti alla porta a fare il centroboa; il portiere avversario è stato sostituito da un canotto, che riesce anche a parare un paio di tiri, tanto che alla fine l’allenatore gli fa i complimenti, e un giornalista locale lo dichiara uomo partita Stubai.

Non è che si possa tenere conto del risultato, è come vedere il Brasile contro un calciatore paraplegico seduto in mezzo al campo senza carrozzella, ma alcuni movimenti sembrano stati assimilati bene. Tipo Olivera, ogni volta che perde l’avversario lo acchiappa per la maglia, quello è uno schema che ha capito al volo, e sono certo che ci regalerà tanti bei cartellini gialli durante il campionato.
Modesto è identico a Greco, e meno male che quest’ultimo cambierà squadra, sennò in campo sarebbe stato un casino riconoscerli. Anche Gasbarroni somiglia a Rossi, ma quando glielo fanno notare si taglia la barba e finisce lì.

Dopo la partita ci asciughiamo e andiamo a cena in un ristorante di Fulpmes, dove mangiamo benissimo e beviamo ancora meglio. Poi un salto a Neustift per la festa in piazza, due sgnapète e via. Ci sono Adamoli e Marmorato, ma non vediamo da nessuna parte Pinuccio Brenzini. Da quando Telecittà è stata assorbita da Primocanale pare sia scomparso. Qualcuno dice di averlo visto vestito di sacco, andare su per il ghiacciaio. 
Qualche tifoso canta "O Palladino / O palladino / Bellu guaglione / O Palladino / O Palladino / Quando segna ci fa innamorà".

DOMENICA
Andiamo a Innsbruck in treno, attraverso boschi e prati pieni di funghi. Appena scesi in città l’impatto con il progresso mi fa venire voglia di scappare, ma è solo un attimo, il tempo di ambientarmi con la civiltà e sono pronto a partire.
Il centro storico è piccolo, molto caratteristico. I prezzi dei bar invece sono enormi, molto caratteristici pure loro. Incontriamo un ragazzo che veniva alle Cappe, ci chiede quando riapriamo e noi ci fingiamo austriaci, gli rispondiamo "Was? Keine gegenstaende aus dem Fenster werfen", e corriamo via.

Il pomeriggio siamo di nuovo a Neustift, ognuno per sè. Fabio va al campo a vedere i ragazzi, le sorelle Giorgi per funghi, io seguo un percorso mistico che si snoda su per un monte.
Si tratta di un sentiero percorso da tre fratelli, che a un certo punto devono aver visto la Madonna, e le hanno dedicato tutta una sequela di cartelli misticissimi lungo il percorso. Sono cartelli scritti in mistico tedesco, che è una lingua che non frequento, quindi mi perdo tutta la sacralità del viaggio, ma il sentiero è così ripido che nel tempo di arrivare in cima la Madonna la vedo sei o sette volte.

Al ritorno sono ancora vivo, faccio una doccia e vado al campo, in tempo per fotografare tutti i giocatori mentre escono.
Nota per il pubblico: Sculli è un vero cafone, prende per il culo un vecchietto che gli fa i complimenti, gli ride in faccia e se ne va dandogli dello stupido. Rossi, Figueroa e Rubinho invece sono più che disponibili. Gli altri chi più chi meno, Palladino è un po’ sbruffone, Modesto sembra simpatico, inscena un siparietto con Greco e si spaccia per lui, poi si fanno fotografare insieme.

Da raccontare non c’è granché altro, ceniamo in un pub con un taglierone di affettati, facciamo un altro salto a Neustift, dove tanto per cambiare c’è una festa in piazza, e la mattina seguente torniamo a casa ingrassati.

Adesso aspettiamo il Trofeo Spagnolo.

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