Archivio | novembre, 2008

consigli per gli acquisti

15 Nov
Da marzia album
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Ottima prova dei grifoni rossoblù all’Olimpico di Torino

13 Nov
Torino – dal nostro inviato Dedee

Coraggiosamente disposti in campo da mister Gasperini, i calciatori del Genoa hanno affrontato a viso aperto la Juventus.
Già al minuto dodicesimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo Ferrari sfiora la rete, poi è Milito a metter paura ai padroni di casa al diciottesimo minuto, ed anche Palladino al ventitreesimo mette di poco a lato.
Il predominio rossoblù è netto, la Juventus in difficoltà.
Al miuto ventisei viene annullata una rete, parsa regolare ai più, al fromboliere argentino, la Juventus risponde con timide azioni che si spengono contro l’impenetrabile muro rapprensentato dalla difesa genoana, e termina la prima frazione di giuoco.
Alla ripresa del giuoco entra Sculli per Gasbarroni, la musica non cambia, e la suonano sempre i rossoblù: ancora Palladino e Criscito a mettere paura ai padroni di casa nei primi dieci giri di lancetta. Al minuto diciannove è Sculli a colpire l’esterno della rete bianconera, la Juventus risponde con una punizione calciata alta, nessun pensiero per l’estremo rossoblù.
Al minuto ventisei il Genoa ancora in cattedra, arriva alla conclusione con Palladino, ma il terreno di giuoco beffa l’attaccante che scivola proprio prima di agganciare il pallone.
Dopo tanta pressione, gli estremi bianconeri sono costretti a fermare in maniera fallosa i rossoblù, il direttore di gara non può far altro che fischiare l’estrema punizione: dal dischetto va il capocannoniere del campionato e con precisione infila il pallone in fondo alla rete. Siamo al minuto quarantatrè.
Scivolano via tra gli applausi gli ultimi minuti di gioco, anche il pubblico di casa si alza in piedi per applaudire l’ottima prova degli ospiti. Il grofone dispiega le proprie ali orgoglioso e fiero.

Genoa – Reggina: Mille a zero

10 Nov

Cominciamo bene, che sono raffreddato che ieri sera sono uscito con Hardla che ne veniva fuori da un’influenza e va a finire che adesso ci sono entrato io, che non sarebbe neanche strano, che anche Marzia stamattina sembrava la rèclame di un incidente stradale.

Sul binario c’è uno che c’è sempre e che ho capito che è un mugugnone, che tutte le volte ce l’ha con qualcuno, con quelli che fanno le cabale, con quelli che fanno "i scemi" che "cosa fate i scemi che ciavete quarantanni e ancora fate i scemi", con quelli che si pestano, con quelli che stanno fino alla fine per salutare la squadra, col freddo, col caldo, con l’umido, con la stazione e con lo sciopero dei treni. Quando non sa con chi prendersela mugugna dietro al Nasdaq. Dice che l’indice Nikkey. Che la congiuntura.

Oggi arrivo che è già carico, lo vedo da lontano che è in forma, appena mi addocchia comincia a schiarirsi la voce.
E’ senza biglietto. L’ha fatto allo sportello automatico, ma dopo che ha infilato i soldi non è uscito niente. Di rifarlo al bar neanche a parlarne, che lui cinqueeuriesessanta non li regala mica così come ridere, prenderà il treno senza e si farà le sue ragioni col controllore.

"E se ti fa pagare il supplemento?", chiedo.
"Ci metto l’avvocato!", ribatte, minacciando di trascinare davanti alla corte l’intero sistema nazionale di trasporto su rotaia, "Sono pronto a pagare milioni se ho ragione! Miliardi!". Cinqueeuroesessanta però no.
Gli auguro buona fortuna, e sprofondo nel mio autismo, contandomi i peli sul dorso delle mani. Lui vede arrivare un altro viaggiatore e si rimette a tossicchiare.
Nei dieci minuti prima che arrivi il treno riascolto tante volte il funzionamento difettoso della macchinetta che potrei andare di là e smontarla bendato.

Viaggio solo, e anche stavolta il controllore non passa. Forse è rimasto in testa al convoglio a discutere col Mugugnone.
Prima di scendere ho l’incredibile fortuna di imbattermi nel famoso Coltivatore Di Peli Di Naso, un ventenne alto alto con una setola chilometrica che gli sporge dalla canappia. Lo avrete visto a Superquark, è quello che riesce a spostare un aeroplano legandogli il pelo alla carlinga e tirando forte forte. Sta probabilmente tornando da una tournèe in qualche aeroporto, lo immagino stanco e scendo senza chiedergli una foto da mostrare agli amici. Però, che emozione!

Per strada le sorprese non sono finite, prima incontro la controfigura di Giovanni Porcella, il conduttore di Gradinata Nord su Primocanale. Lo manda in giro nei pressi dello stadio per sviare le fans scatenate e poter così entrare dal retro senza farsi assalire. Finora non è mai successo neanche per sbaglio che qualcuno lo fermasse per strada, ma lui non demorde, prima o poi la sua fama lo renderà un bersaglio, e si tutela.

La partita va un po’ come quella contro il Siena, solo a rovescio: il primo tempo lo passiamo cercando di mettere una palla in mezzo, ma un po’ per nostra imprecisione, un po’ perché la Reggina schiera 11 difensori, l’impresa si rivela ardua. I passaggi sono corti, o lunghi, o sporcati da qualche deviazione, e le ripartenze latitano. Se poi aggiungiamo gli avversari che cadono morti in mezzo al campo a due per volta, è facile capire perché più di un tifoso si lamenti: sembra la classica partita che finirà zero a zero.
Anche quando la Reggina resta in 10 resta compatta e non lascia passare neanche una palla, ricordo giusto il palo di Palladino che porcaputtana se ci penso mi viene ancora adesso da temere il pareggiaccio. E bello che stavo dicendo che non mi piaceva.

Secondo tempo, cambio Mesto/Gasbarroni, passiamo a un 4-2-3-1, e la musica cambia. Gasbarroni casca dentro l’area, Milito batte il rigore: 1-0.
Da lì in avanti è una partita noiosissima, il Genoa fa quello che gli pare, Milito segna la doppietta di testa, ricevendo l’assist da un altro colpo di testa, un gol fantastico, roba che per i tifosi è ormai abitudine; poi non vuole infierire e fa segnare Sculli, alla fine cerca di non tirare, gli arriva la palla sui piedi e si butta per terra, ma tant’è, la classe è superiore alla forza di volontà, e il 4-0 lo fa da seduto. Nel frattempo l’altra squadra perde 2-0 a Napoli, e la domenica calcistica termina come tutte le altre: tre punti per noi, nessuno per loro, e quel signore di Mazzarri che si lamenta perché meritavano la vittoria. La solita minestra, e i più tenaci cominciano a cedere perché non sanno più di cosa lamentarsi.

Sul treno al ritorno incontro il Boss, che gli abusi fanno somigliare sempre più a Keith Richards.

A mali estremi..

4 Nov

Ennesima tegola sulla società blucerchiata, col recente infortunio di tre difensori, Pieri, Lucchini e Sammarco, l’allenatore Mazzarri rischia di non poter raggiungere neanche il numero di giocatori utile per poter affrontare l’incontro di domenica a Napoli.

Immediata la corsa ai ripari della società, che non potendo tornare sul mercato, essendo chiusa da tempo la campagna acquisti, ha ripiegato su un’inedita Campagna Reclutamento: nelle sedi di tutti i Sampdoria Club è affisso da oggi questo manifesto..

manifesto

Udinese-Genoa: 2-2

2 Nov

Era dalla partita con la Fiorentina che non assistevo a un incontro a casa di mia mamma, così iniziamo senza rispettare i ruoli: io sono sul divano di Giuliano, Andrea è al mio posto, Marzia è sulla sedia di mia mamma e senza gatta in braccio. Anche Gasperini si adegua, e schiera Jankovic al posto di Sculli, Potenza al posto di Sokratis, un paio di tanga leopardati al posto dei soliti slip (questo l’ho saputo da fonti che non posso rivelare).

Non si prende in giro la cabala, e al terzo minuto Criscito acchiappa Floro Flores in area e lo atterra con una mossa di aikido. Per l’arbitro è rigore. "Ma come rigore?", chiede Criscito, "Non sanguina neanche!".
Non c’è niente da fare, il rigore non viene ritirato, e Rubinho si trova davanti a D’Agostino, a chiedersi da che parte saltare. Salta da quella sbagliata, e andiamo sotto di un gol. E io sono già in crisi, che a Re avevo predetto vittoria e gol di Milito.

Il Principe non è un principe per caso, e non permetterebbe mai di farmi fare brutta figura con Re, e dopo due minuti riceve un cross da Jankovic e spara di destro. Gran parata di Handanovic, e in casa cominciano a volare parolacce, ma piano, che di là c’è il bambino che dorme.
Tre minuti dopo Jankovic passa a un metro dal palo, poi ci prova Gasbarroni, poi Thiago Motta di testa da un calcio d’angolo, e di nuovo il portiere dell’Udinese fa il miracolo, e in casa oltre alle parolacce volano anche delle scarpe, ma sempre sottovoce, che di là il bambino dorme.

La partita è veloce, i contropiede si sprecano, ma il più concreto è sempre il Genoa, che schiaccia i padroni di casa nella propria area. Quando vengono giù sono velocissimi, ma la nostra difesa è solida, o Floro Flores e Sanchez hanno le scarpe strette e soffrono di mal di piedi, non lo so, fatto sta che Rubinho deve fare poco, giusto star lì e allargare le braccia. Roba che uno si domanda cosa lo pagano a fare.

Gasbarroni è in forma, mette la difesa avversaria in gran difficoltà, e alla mezz’ora tira una bella mina da fuori area, che il portiere toglie dallo specchio con una certa difficoltà. Ma questo Handanovic chi è? In casa allarghiamo le braccia e sussurriamo bestemmie.

Due minuti, neanche il tempo di andare a vedere se il bambino si è svegliato, che l’ultima parata ci ha fatto alzare un po’ il volume, che Milito va giù in area. Rigore! Macché, dicono che si è buttato da solo. E allora lo ammonisci! Neanche. Gasperini si incazza di brutto, e urla, tanto che corriamo a vedere se si è svegliato il bambino. No, dorme sempre, meno male. "Però se era rigore quell’altro allora dev’esserlo anche questo!", dice. Io sto zitto, però secondo me si è buttato da solo ed era simulazione.

Manca un minuto alla fine, Milito tira una punizione che sale sale e supera la barriera e poi scende secca, e sarebbe un gol straordinario se in porta non ci fosse Plastic Man, accidenti a lui, che allunga un braccio "oltre l’umana allungazione" e salva ancora il risultato. Belin, ma come fai a perdere una partita così? Finisce il primo tempo, con grande insoddisfazione, ma il bambino continua a dormire.

Secondo tempo. Fino al 18′ la partita risulta equilibrata, con una leggera pressione da parte della squadra più forte che il mondo ha visto mai, ma a quel punto Van Den Borre si fa atterrare in area da Lukovic, e l’arbitro assegna un rigore anche a noi. Devo dirlo che secondo me non c’era neanche questo? No, perché per come è andata la partita una sconfitta non ci stava proprio.
Tira Milito, gol, e la mia previsione si fa più concreta.

Mi sento come il Mago Otelma dopo tre minuti, quando di nuovo il Principe mette una palla nei piedi di Van Den Borre che chiede solo di essere buttata dentro. Van Den Borre ci pensa un attimo di troppo, ma per fortuna Peppe Sculli è più deciso, e fa un 2-1 di prepotenza.
Gool!! ..aspetta, il bambino si è svegliato. GOOOLLLL!!!!!
E che gol! E che Genoa! Ma chi siamo, ma dove andiamo, ma siamo spettacolari, ma belin e ma belan, i complimenti si sprecano, manco avessimo segnato noi invece di Sculli.
Vabbè dai, siediti, che non è mica finita.
E’ sempre il Genoa a fare la partita, entra, prova, passa, perde palla in area, la difesa udinese è solida, i suoi contropiede rapidi e insidiosi, ma Ferrari e Bocchetti sanno fare bene il loro mestiere.
Al 33′ quella merda di Quagliarella brutto doriano schifoso fa una perla e pareggia. Un minuto dopo Milito permette a quel cazzo di Handanovic di salvare il risultato ancora una volta, poi Rubinho si guadagna finalmente lo stipendio e salva in due tempi un tiro ravvicinato che se ci penso mi vengono ancora i vermi ora.

I cambi di fronte continuano fino alla fine, c’è una bella rovesciata di Sculli, fino al fischio finale è il Genoa a fare la partita, ma alla fine si porta a casa un punto solo. Peccato, ma hai giocato da solo contro l’attuale capolista, nonché una delle squadre più forti del campionato. Diciassette punti, settimo posto, il miglior Genoa degli ultimi anni, e non è ancora finita!

 

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