la tifoseria organizzata

22 Mag

quest'anno, dopo anni sono tornato allo stadio. Genoa – Inter. Partita di cartello, ma "grazie" alle norme contro il teppismo riesco ad avere un biglietto di nord. Una cosa che qualche anno prima non sarebbe esistita. L'ultima partita che avevo visto era stata un Cittadella-Genoa 1-1 [1]. Trasfertona dal Trimone, Pablo e Hardla in macchina da Genova, io in aereo fino a Bologna, poi in macchina fino a Stradella.
Dopo anni sono inizialmente intimorito dai controlli anti-terrorismo, entrare in un aeroporto americano indossando un turbante in testa e' piu' semplice che entrare in Nord. Ti scrutano come fosti bin laden, da vivo. La cosa mi da particolarmente fastidio, ma penso si tratti dei soliti esagerati ai controlli. Invece no, i controlli sono piu' che mai necessari. Lo stadio sembra Bengasi, cancelli alti, inferriate, muri fatiscenti, cessi distrutti [2] e via dicendo. Si va al piano di sopra, un misto di cabala e di spirito di sopravvivenza.
Regna una tensione incredibile, i cori esprimono l'odio verso Milano, verso gli arbitri, verso la Lega (Calcio) e via discorrendo. Anche se non sei particolarmente incazzato, ti incazzi, ti fanno incazzare, ogni errore di un calciatore e' un dramma [3], una bestemmia, una congiura di palazzo. Persino la scelta di campo viene vista come uno sgarro dei giocatori dell'Inter nei confronti della Nord.
Tra i vicini regna la tensione. Non ci sono tifosi avversari intorno a noi. I tifosi della squadra ospite sono in una gabbia, come le bestie, forse perche' sono bestie. Gli si insulta. Ci insultano. 
Quelli del piano di sotto incitano tutto lo stadio a cantare o a starsene a casa. L'unica nota positiva sono le voci bianche della zona riservata ai bambini. Perche' i bambini sono in una zona protetta, perche' allo stadio bisogna proteggerli, bisogna segregarli.
La tifoseria organizzata impone il proprio pensiero unico unificato conforme a tutti, se non odi un certo giocatore, se non ne ami un'altro, a prescindere, sei un coglione e se non stai attendo ti prendi pure un pattone [4]
Lo stadio e' come un carcere, invece di redimere, imbruttisce, entri ben disposto a guardare una partita di calcio, esci incazzato, pieno di risentimento, di odio, uniformato. E il risultato sul campo non conta niente, perche' lo spettacolo (nel bene e nel male) sono loro, i tifosi, il dodicesimo uomo in campo, che ti dicono come ti devi sentire, come devi pensare, come devi odiare.

Questo non e' piu' il mio stadio, questo non e' piu' il mio passatempo.
A non rivederci.

[1] Per chi non lo sapesse, la scelta di vita, e' che vivo all'estero
[2] I rubinetti gli anno tirati in campo da tempo
[3] Soprattutto Eduardo, che regala la partita agli ospiti con una papera d'antologia.
[4] Notasi la rima baciata

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7 Risposte to “la tifoseria organizzata”

  1. hardla Mag 23, 2011 a 10:43 am #

    parole dure che in parte condivido e in parte no, ma anche perché ormai ad alcune cose ho finito pure per abituarmi.

    una cosa che mi ha colpito, giusto ieri, è l'odio (spesso verbale, talvolta non). ieri c'è stata una partita inutile nel risultato, festosa, dedicata unicamente a sfottere i doriani in b (cosa che poi a me non diverte neppure molto, ma finché rimane una cosa goliardica mi sta bene). ecco, cosa c'entravano i soliti 2-3 cori d'odio contro il cesena? no, dico, il cesena. che cosa ci avranno mai fatto? una piadina riuscita male?

    mi si racconta che l'odio nasce dalla consuetudine della traferta, dal modo in cui vieni trattato fuori dalle mura amiche. io credo che nasca principalmente dall'organizzazione delle tifoserie, che ha alcuni aspetti positivi (a chi non piace vedere uno stadio completamente coreografato? queste cose in altri sport o in altri ambiti non esistono, il tifo all'americana è una cosa un po' triste e plasticosa, fa un po' preconfezionato) ma moltissimi aspetti negativi, che si esplicitano nel momento in cui queste persone ritengono che la mole di lavoro che fanno in funzione di una partita di calcio da vedere sugli spalti (e che scelgono di fare di loro libera iniziativa), dia a loro e ai loro amici il diritto di comandare in una qualche maniera, o almeno di avere dei privilegi.

    una cosa che mi ha sempre fatto schifo, anzi Schifo con la S maiscola è un coro che parte sempre dal nucleo della tifoseria organizzata: "siamo la vostra gradinata, e mai nessun ci fermerà: noi saremo sempre qua con le spranghe a caricar, romperemo il culo a tutti gli ultrà". Mi fa Schifo perché è una dichiarazione d'intenti, programmatica. Coloro che fanno partire un coro così, ogni volta, ci credono davvero. Poi la massa pecora della gradinata lo canta e lo segue senza rendersi conto di quello che sta pronunciando, è come salmodiare in chiesa, uno non pensa troppo alle parole. Persone così si credono forti di un consenso che in realtà non hanno, solo perché si credono al comando di 10mila persone, ma voglio vedere quanti (a parte quel piccolo manipolo di convinti) di quelli che cantano si sognerebbero davvero di caricare, nella vita reale, qualcuno con una spranga o rompere il culo a chicchessia, ultras o no. 

    le cose che tu hai scritto riferite a una partita che per me è stata abbastanza normale (d'altra parte io le trasformazioni le ho vissute gradualmente, tu le hai viste tutte insieme in un colpo solo), mi ricordano cose che ho pensato in ben altri momenti, soprattutto negli anni a cavallo tra a c1 e b. periodo in cui gli animi si scaldarono non poco.
    ma alcune di queste cose (non tutte) non sono poi così diverse da situazioni che tu stesso hai vissuto in prima persona anni fa, e che non sono poi cambiate così tanto nel tempo.

    poi, detto questo, lo sport (qualsiasi sport, non solo il calcio) per me non è uno spettacolo teatrale, ci sta di esultare e criticare, di cantare e di fischiare e perfino di mandare a quel paese l'arbitro in un momento di frustrazione, e tutte queste cose vanno di pari passo. se lo svolgimento del gioco mi risultasse fondamentalmente indifferente, non vedrei il motivo di andare alla partita. ma tutto deve rimanere confinato all'ambito della partita e alle singole azioni di gioco. al triplice fischio finale uno se ne torna a casa contento o deluso del gioco o del risultato, e basta.

  2. ipitagorici Mag 23, 2011 a 11:05 am #

    Concordo con Hardla, ieri era tutto sommato una partita festosa, con tanto di bambini e ragazzini del Cesena ospiti, non capisco il motivo di cori contro il Cesena, tifoseria simpatica e con cui non abbiamo mai avuti screzi, che mi ricordi.

    Demenziale il lancio di carta igienica dalla Sud nel secondo tempo, con Perin a raccoglierla e spostarla anche durante le fasi di gioco. Mi pare anche normale che poco dopo abbia causato un rigore, dopo una simile deconcentrazione (comunque sembra bravo il ragazzo).
    Certe cose mi lasciano perplesso.

  3. hardla Mag 23, 2011 a 2:06 pm #

    ah, mi sono accorto che ho sbagliato a scrivere il coro odioso, in realtà è "QUESTA E' LA NOSTRA GRADINATA….", che a ben vedere è anche peggio.

    a me sta sul cazzo quest'odio che produce odio che si vendica con l'odio. insomma, sono 22 milionari che corrono dietro a una palla. certo, c'è uno sforzo agonistico, l'incertezza del risultato, cose che solleticano l'adrenalina, e che guai se non ci fossero, altrimenti meglio leggersi un trattato di filologia armena.
    ma è pur sempre una fottuta partita di calcio, non una battaglia campestre. poi è ovvio che in quei 90 minuti uno non strilla realmente all'arbitro o al tifoso avversario, ma piuttosto al mutuo o al capufficio stronzo. ma a tutto c'è un limite.

  4. hardla Mag 23, 2011 a 2:17 pm #

    mi sono reso conto che molte delle cose che volevo dire nei miei commenti le avevo dette già in questo vecchio post e nei suoi chilometrici commenti

    http://nube.splinder.com/post/11014691#comment

  5. ipitagorici Mag 24, 2011 a 11:14 pm #

    Vabbeh almeno hai animato un po' il blog 🙂

    Comunque è da un po' che c'è insofferenza verso parte della T.O., almeno a mio modo di vedere…

  6. PanChin giugno 8, 2011 a 4:25 pm #

    Ma De, sai che leggendo il tuo J'accuse ho pensato che siamo vecchi per andare in curva, che alla fine per ogni eta esiste il suo tifo, che pur biasimando e stimando niente quei decelebrati della T.O., una volta eravamo molto simili a loro, quando si canticchiavano ritornelli e cori da stadio…
    Ora questa eta e' (fortunatamente) passata, ora abbiamo uno spirito piu distaccato, piu critico, educato e politicamente corretto…
    I.e. la prossima volta si va tutti insieme in tribuna o nei distinti…..

  7. Dedee giugno 10, 2011 a 1:53 am #

    @Panz: vecchio ci sarai tu! :-)))

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