Archivio | settembre, 2013

fusione sì

23 Set

È un argomento che ricorre ciclicamente, un tempo lo lanciava sempre Sess dalle pagine del Secolo.

Mi fa piacere riprenderlo.

Siamo sinceri la situazione economica genovese è desolante, imprenditori ce ne sono pochi e la popolazione è in lento declino, le due squadre languono nei bassi fondi della classifica e la città è quasi sparita dal panorama calcistico italiano. Di questo passo si finisce male. E allora, e allora perché non unire le forze?

Sì lo so, è un argomento spinoso, dove il pragmatismo si scontra con il cuore, la passione e anni di odii intestini.
Ma siamo sinceri, ci sono poche vie di scampo.

La nuova squadra dovrà per forza avere il nome ed i colori della città, la  croce rossa di San Giorgio in campo bianco. Ma non vorrei avesse la maglia bianca con la croce, fa troppo infermieri. Allora bisognerebbe affiancargli un altro colore, magari che rappresenti non solo la città ma un po’ tutta la regione. Il colore giusto sarebbe quello della maggior fonte di introiti della regione, il mare. Un bel blu, intenso come il colore del nostro mare.
Come simbolo, assieme alla croce di San Giorgio, cosa rappresenta maggiormente la città e il suo glorioso millenario passato se non il mitico animale simbolo della forza del leone e dell’audacia dell’aquila? Il grifone.
Il colore di questo simbolo potrebbe sì essere bianco, ma per stagliarsi meglio sul rosso e sul blu, uno smalto dorato, che faccia riferimento ai fasti ed alle ricchezze della città un tempo chiamata la Superba.

Infine, per far sì che il nome della città sia di facile presa non sono in Italia ma anche all’estero, perché non usare la dizione della nuova lingua franca, l’Inglese?

Come denominazione sociale, ovviamente, avendo il calcio origini britanniche si dovrebbe scegliere Foot Ball Club e, se si volesse proprio strafare vi si potrebbe associare un altro sport, caro a padri fondatori  dello sport, ma non il rugby, qualcosa di più elitario, puro e prettamente inglese, tipo il Cricket

Capture

 

A, e per finire, eliminare il ciclismo dalle attività sociali.

 

A questo punto, sarei proprio contento si facesse al fusione e in città rimanesse una sola squadra.

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