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Il ritorno dei morti viventi

25 Nov

Da un certo punto di vista la partita contro il Livorno poteva intitolarsi come questo post, oppure A Volte Ritornano, ma visto il risultato direi che tirare in ballo gli zombi è più corretto. Un ex presidente in tribuna, un ex allenatore in panchina, un ex giocatore in campo, e sono sicuro che da qualche parte nel mondo Dante Lopez ed Eloi stavano commentando la partita per una televisione sconosciuta. E come volevi intitolarla, La Rivincita Dei Nerds? Che poi, visto l’aspetto di Cosmi negli ultimi tempi ci starebbe bene anche Teenage Mutant Ninja Turtles, ma non siamo qui per far polemica. E se volete la verità neanche per lamentarci, che io ce l’avrei anche pensato apposta l’accostamento titolo-qualunque giocatore vi venga in mente, ma alla fine perché? Perché la difesa sta in campo a far vetrina e l’attacco non scende neanche sul terreno di gioco e fa entrare delle controfigure? No, perché secondo me qualcosa in più l’ha fatto vedere anche Floccari, e poi se il centrocampo non butta una palla là davanti non è che possano fare miracoli anche loro..
Diciamo che vista la formazione ampiamente inventata ci stava anche perdere, e poi lo sappiamo che con le ultime in classifica tre punti li regaliamo quasi sempre.
E allora cosa scrivi a fare, mi chiederete? Ma niente, è che passavo di qui e lo trovavo sempre abbandonato, e mi spiaceva, e poi le sto provando tutte per non pensare alla partita di sabato..

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Morte e dannazione

25 Ott

Forse dopo la decima sconfitta di fila e la squadra sull’orlo della retrocessione sentiremo Gasperini dire che "probabilmente c’è un po’ di crisi", ma per ora va tutto bene, ce la possiamo giocare con chiunque e la sconfitta a Cagliari è stata colpa dell’arbitro. Abbiamo fatto due tiri in porta, il primo di Floccari che è entrato e un altro di Sculli, parato. Neanche il primo gol è nato da un tiro diretto, è stato deviato dentro da Dessena, però va bene così. Tre tiri contro l’Inter, tre a Lille e due a Cagliari, tutti gli altri sono stati cross sbagliati, passaggi troppo lunghi, o dribbling esasperati che finivano regolarmente sui piedi di qualche avversario. Il Genoa spumeggiante che ci faceva stropicciare gli occhi è stato sostiuito da undici bradipi, lenti e privi di qualunque idea che non sia tornare alla svelta negli spogliatoi e dimenticare. Manca il carattere, la voglia di lottare, prendiamo un gol e andiamo in crisi. Ma cosa succede?
Io ho provato a pensare a qualche ragione:

  1. L’anno scorso c’era una spina dorsale fortissima che da sola teneva in piedi la squadra. A noi sembrava di vedere un gruppo affiatato, ma in realtà erano quei tre fenomeni che costruivano ogni azione e permettevano anche agli altri di dare il massimo. Andati loro la squadra si è trovata priva di ossatura e ha cominciato a comportarsi da invertebrata;
  2. I troppi impegni settimanali non permettono ai giocatori di recuperare e dall’inizio del campionato sono stanchi come… naah, non riesco neanche a scriverla da quant’è una stronzata questa!
  3. Gasperini ne ha le balle piene, lui voleva puntare all’Europa e Preziosi gli ha comprato giocatori inadatti, così adesso li allena malvolentieri e non trasmette più la carica di cui avrebbero bisogno in campo;
  4. Preziosi ha cominciato a pagare i premi partita in gormiti, solo che distribuisce quelli della collezione 2007/2008, che i giocatori hanno già doppia e qualche volta tripla, così non si sentono sufficientemente motivati per fare il proprio dovere. L’unico che si impegna un po’ di più è Mesto, che infatti ha ricevuto l’Isola Di Gorm e non ci fa giocare nessuno. Pare che Sculli gli abbia detto che lo fa sparare da suo cugino.

Insomma, qui è merda, anche se dicono di no la situazione si fa pelosa, e non è perché c’è un’altra squadra che invece va bene, è merda comunque la si guardi, e se non si armano di paletta e la tirano su finisce che ci camminiamo sopra e cominciamo a portarcela dappertutto.

Genova – Spassky: 1-0

11 Gen

Esco di casa alle quattromenoventi, per andare allo stadio in macchina, che il pullman non si prende per cabala, e il treno se giochi alle sei non va bene. E’ una bella giornata, mancherà Milito, ma contiamo sul fatto che il Toro non è questo squadrone.
Alle quattro e venti ho lasciato Jack da mia mamma e sono già all’imbocco dela galleria di Genova Est, già fermo in coda. Che palle la coda, meno male che sono partito due ore prima, così avrò il tempo di cercare posteggio.
Beato della mia lungimiranza non mi preoccupo quando alle cinque meno un quarto sono appena fuori dalla galleria, e la coda prosegue ininterrotta fino al casello e oltre.
Quando arrivo in fondo alla strada e sono già le cinque passate, e non c’è un cazzo di posto fino a San Gottardo comincio a preoccuparmi un po’.
Cambio atteggiamento, se non posso lasciarla qui andrò a metterla in un garage a pagamento dalle parti della stazione, ma arrivarci non è semplice, e a venti minuti dalla partita sono ancora seduto in macchina, ancora imbottigliato nel traffico, ancora senza un’idea di dove parcheggiare, che anche il garage a pagamento è pieno.
Mi si profila chiara l’immagine di me che arranco nel traffico per un altro quarto d’ora come minimo, che aspetto un autobus per lo stadio, che arrivo verso la metà del primo tempo incazzato come un animale e che non mi godo nè la partita nè la giornata.

E se tornassi a casa? Potrei guardare la partita sul divano di mia mamma, mangiare la pizza in famiglia e tornarmene a casa se non soddisfatto quanto meno più rilassato.
Detto fatto mi infilo in sopraelevata, vengo giù in un paio di attimi e al sesto minuto del primo tempo sono già seduto senza le scarpe. Sul tappeto c’è Alessandro che gioca coi suoi pupazzi, sul divano accanto Claudio che non capisce un belino per la cataratta e il rincoglionimento e continua a chiedere "Chi u l’è quellu lì? Bastardu!"

Siamo ancora zeroazero, Olivera sembra un extraterrestre come col Chievo, la partita è spezzettata dai continui falli, non rimpiango affatto la mia decisione di tornare a casa.

Al diciottesimo viene battuto un calcio d’angolo e Biava insacca di testa, permettendo al piccolo Alessandro di imparare una lezione che gli sarà fondamentale nella vita: non passare la domenica con noi se non vuole farsi venire i vermi.

Il Genoa c’è, gioca veloce, Jankovic in area fa dei palleggi su un piede ostentando una tranquillità da allenamento, e si arriva alla pausa con tutto il pubblico soddisfatto.

Comincia il secondo tempo e subito Sculli ruba una palla sulla fascia, scatta in avanti, serve Jankovic solissimo e goooolllllllll!!!!

Novellino in panchina ripensa al 3-0 subìto l’anno scorso, e cerca di correre ai ripari:
toglie Ogbonna e mette dentro Colombo, ma la musica non cambia.
Allora toglie Bianchi, e fa entrare Stellone a cavallo. Niente da fare.
Toglie Barone e mette un plotone di bersaglieri, toglie Rosina e mette l’Afrika Korps coi carri armati e le jeep, ma il Genoa è ovunque. Li vedi correre in ogni lato del campo, coprire ogni zolla, saltano fuori da dietro la linea del centrocampo, dalla bandierina del calcio d’angolo, sono dappertutto!
Novellino adesso ha la faccia terrorizzata, guarda le gradinate, e sono piene di giocatori rossoblu con la palla fra i piedi, che spingono verso la sua porta. Anche la gabbia, settore degli ospiti, è invaso da maglie bicolore, e gli grida "Novellino esonerato Novellino esonerato, Novellino esonerato" bastaaaa!!! Novellino si butta nella buca della panchina, si va a nascondere dietro il suo vice gridando "mandali via! mandali via!", ma il suo vice non se ne accorge, ha gli occhi sbarrati, guarda la sua squadra annichilirsi di fronte alla spietatezza dei padroni di casa, e quando Thiago Motta, oltre a segnare il tre a zero, azzanna la testa del difensore avversario, capisce che stasera non perderanno solo la partita, questi demoni vogliono il loro sangue, e se lo prenderanno!!

17 Feb

eh pazienza..

fa niente dai

in fondo ci sono cose più importanti..

guardiamo avanti con rinnovata speranza

 

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