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So’ soddisfazioni !

17 Feb

Genoasamp_Samp-Genoa_0-1_16022011_Palacio_Rafinha

Europa

21 Giu

Sarà che le buone notizie sono meno divertenti delle sfighe, sarà che questo blog doveva narrare proprio le sfighe del Grifone, sarà anche che negli ultimi anni sfighe per fortuna ce ne sono sempre meno, sarà anche che i blog in questo periodo non se li caga più nessuno, blogger compresi, sarà pure che per buona parte della stagione il nostro obiettivo sembrava poter essere addirittura più importante (e solo gli scontri diretti ce l’hanno tolto). Sarà infine che magari si voleva aspettare d’essere davvero sicuri che fosse tutto vero, per non doverci svegliare un giorno e leggere sul giornale che no, in effetti s’era scherzato, e che si deve ricominciare tutto da capo.

Saranno un sacco di cose, ma non abbiamo ancora celebrato in questo umile e misero spazio, il fatto che il prossimo anno giocheremo in Europa League. E non è assolutamente roba da poco. Ci stiamo forse abituando troppo bene? Ci stiamo dimenticando da dove arriviamo? Forza Genoa.

Europa a Boccadasse

La lungimiranza di Cassano

8 Dic

”La cosa che voglio dire e’ che domenica noi saremo 26mila. Loro in 11mila e non voglio minimamente sentire che loro urlano. ‘Appena loro urlano dobbiamo gridare molto di piu’, non si devono sentire. Deve essere una bolgia, gia’ dall’inizio, prima della partita. Dobbiamo essere carichi a pallettoni, lo siamo gia’ adesso”, dice l’attaccante blucerchiato in un’intervista esclusiva a Sky Sport24.
 ”Ho giocato a Bari e ho fatto gol al derby, ho fatto gol a Roma al derby, ho fatto gol a Madrid al derby. Mi manca un solo derby per fare gol”.
La Samp e’ ottimista: ”Perche’ non dovremmo esserlo? Quello che ho detto all’inizio della stagione, lo ripeto oggi: noi siamo piu’ forti di loro, ne sono convinto ancora”, dice Cassano. ”Poi i derby sono partite particolari, puo’ succedere di tutto. Pero’ loro devono sapere, aprano bene le orecchie, che noi siamo piu’ forti di loro”.

diegol

Vaglielo a spiegare a Milito..

Dalla mostra L’Età Dei Pionieri

6 Dic

Udinese-Genoa: 2-2

2 Nov

Era dalla partita con la Fiorentina che non assistevo a un incontro a casa di mia mamma, così iniziamo senza rispettare i ruoli: io sono sul divano di Giuliano, Andrea è al mio posto, Marzia è sulla sedia di mia mamma e senza gatta in braccio. Anche Gasperini si adegua, e schiera Jankovic al posto di Sculli, Potenza al posto di Sokratis, un paio di tanga leopardati al posto dei soliti slip (questo l’ho saputo da fonti che non posso rivelare).

Non si prende in giro la cabala, e al terzo minuto Criscito acchiappa Floro Flores in area e lo atterra con una mossa di aikido. Per l’arbitro è rigore. "Ma come rigore?", chiede Criscito, "Non sanguina neanche!".
Non c’è niente da fare, il rigore non viene ritirato, e Rubinho si trova davanti a D’Agostino, a chiedersi da che parte saltare. Salta da quella sbagliata, e andiamo sotto di un gol. E io sono già in crisi, che a Re avevo predetto vittoria e gol di Milito.

Il Principe non è un principe per caso, e non permetterebbe mai di farmi fare brutta figura con Re, e dopo due minuti riceve un cross da Jankovic e spara di destro. Gran parata di Handanovic, e in casa cominciano a volare parolacce, ma piano, che di là c’è il bambino che dorme.
Tre minuti dopo Jankovic passa a un metro dal palo, poi ci prova Gasbarroni, poi Thiago Motta di testa da un calcio d’angolo, e di nuovo il portiere dell’Udinese fa il miracolo, e in casa oltre alle parolacce volano anche delle scarpe, ma sempre sottovoce, che di là il bambino dorme.

La partita è veloce, i contropiede si sprecano, ma il più concreto è sempre il Genoa, che schiaccia i padroni di casa nella propria area. Quando vengono giù sono velocissimi, ma la nostra difesa è solida, o Floro Flores e Sanchez hanno le scarpe strette e soffrono di mal di piedi, non lo so, fatto sta che Rubinho deve fare poco, giusto star lì e allargare le braccia. Roba che uno si domanda cosa lo pagano a fare.

Gasbarroni è in forma, mette la difesa avversaria in gran difficoltà, e alla mezz’ora tira una bella mina da fuori area, che il portiere toglie dallo specchio con una certa difficoltà. Ma questo Handanovic chi è? In casa allarghiamo le braccia e sussurriamo bestemmie.

Due minuti, neanche il tempo di andare a vedere se il bambino si è svegliato, che l’ultima parata ci ha fatto alzare un po’ il volume, che Milito va giù in area. Rigore! Macché, dicono che si è buttato da solo. E allora lo ammonisci! Neanche. Gasperini si incazza di brutto, e urla, tanto che corriamo a vedere se si è svegliato il bambino. No, dorme sempre, meno male. "Però se era rigore quell’altro allora dev’esserlo anche questo!", dice. Io sto zitto, però secondo me si è buttato da solo ed era simulazione.

Manca un minuto alla fine, Milito tira una punizione che sale sale e supera la barriera e poi scende secca, e sarebbe un gol straordinario se in porta non ci fosse Plastic Man, accidenti a lui, che allunga un braccio "oltre l’umana allungazione" e salva ancora il risultato. Belin, ma come fai a perdere una partita così? Finisce il primo tempo, con grande insoddisfazione, ma il bambino continua a dormire.

Secondo tempo. Fino al 18′ la partita risulta equilibrata, con una leggera pressione da parte della squadra più forte che il mondo ha visto mai, ma a quel punto Van Den Borre si fa atterrare in area da Lukovic, e l’arbitro assegna un rigore anche a noi. Devo dirlo che secondo me non c’era neanche questo? No, perché per come è andata la partita una sconfitta non ci stava proprio.
Tira Milito, gol, e la mia previsione si fa più concreta.

Mi sento come il Mago Otelma dopo tre minuti, quando di nuovo il Principe mette una palla nei piedi di Van Den Borre che chiede solo di essere buttata dentro. Van Den Borre ci pensa un attimo di troppo, ma per fortuna Peppe Sculli è più deciso, e fa un 2-1 di prepotenza.
Gool!! ..aspetta, il bambino si è svegliato. GOOOLLLL!!!!!
E che gol! E che Genoa! Ma chi siamo, ma dove andiamo, ma siamo spettacolari, ma belin e ma belan, i complimenti si sprecano, manco avessimo segnato noi invece di Sculli.
Vabbè dai, siediti, che non è mica finita.
E’ sempre il Genoa a fare la partita, entra, prova, passa, perde palla in area, la difesa udinese è solida, i suoi contropiede rapidi e insidiosi, ma Ferrari e Bocchetti sanno fare bene il loro mestiere.
Al 33′ quella merda di Quagliarella brutto doriano schifoso fa una perla e pareggia. Un minuto dopo Milito permette a quel cazzo di Handanovic di salvare il risultato ancora una volta, poi Rubinho si guadagna finalmente lo stipendio e salva in due tempi un tiro ravvicinato che se ci penso mi vengono ancora i vermi ora.

I cambi di fronte continuano fino alla fine, c’è una bella rovesciata di Sculli, fino al fischio finale è il Genoa a fare la partita, ma alla fine si porta a casa un punto solo. Peccato, ma hai giocato da solo contro l’attuale capolista, nonché una delle squadre più forti del campionato. Diciassette punti, settimo posto, il miglior Genoa degli ultimi anni, e non è ancora finita!

 

Genoa Cricket and Football Club

13 Ott

Beccata al volo, una dimostrazione in Piazza De Ferrari, un sabato mattina qualsiasi…


Genoa – Milan, un anno dopo

15 Set

Ci risiamo. La prima in casa è di nuovo Genoa-Milan, ma stavolta il mio amico Hardla mi ha lasciato solo: colpito da daspo per avere picchiato la Rompicazzo Numero 1 durante un’amichevole, è obbligato ad andare a firmare in caserma a Milano.

Anche quest’anno mi accorgo tardi dell’orario, ma il treno lo prendo con tutta calma, solo che stavolta volevo prendere il pullman, partito un quarto d’ora prima.

Nonostante l’assenza di Hardla lo stadio è affollato. Mancano i tifosi milanisti, così per poter fischiare dobbiamo aspettare che entri la squadra per il riscaldamento. Li guardo, ed è come vedere un branco di leoni abbeverarsi al fiume, quando sei un’antilope. Anche gli altri sono nervosi, e si vede. Qualcuno si mangia le unghie, qualcuno mangia quelle del vicino, si aspetta l’inizio con paura, ma anche con speranza, soprattutto si spera che cominci prima possibile, che prima cominciamo prima ci togliamo questo dente.

E cominciamo. Il diavolo cala verso la Nord e tutti guardiamo l’orologio nuovo accanto alla porta: quanto ci vorrà per prendere il primo? In fondo il tridente d’attacco avversario non schiera degli scappati di casa, e la nostra difesa è stata bucata quindici giorni fa dal Catania.
Invece la difesa tiene, e senza troppi problemi si riprende la palla e comincia a farla girare. Criscito si libera di Shevchenko come faceva in serie B con gente del calibro di Pippo Cazzulo, e c’è Gasbarroni che viene via sulla fascia che sembra in bicicletta (forse gli sono serviti i trascorsi da ciclista?).

Al 6′ la prima azione a rete non è firmata da nessun pallone d’oro, è Sculli che non si ricorda cosa voglia dire timore reverenziale e prova il tiro, che Abbiati respinge in angolo.
Ma cosa sta succedendo? Gasbarroni ritira in porta, e ancora una volta il portiere è costretto a lavorare. Poi è Mesto a tentare la via della rete, e finalmente Kakà fa quello per cui è strapagato, e viene giù da solo.
Oh! Era ora! Per cosa sono venuto a fare allo stadio, se non mi fate neanche cagare un minuto addosso? Kakà adesso viene giù, si mangia la difesa, il portiere, fa gol e comincia lo sfacelo, finiamo ventisei a zero e torniamo a casa incazzati ma sereni, che il copione è stato rispettato ancora una volta.
Invece Kakà fa come dice il suo cognome, e tira fuori una bottarella loffia. Fischi che si sprecano, mani che fanno su e giù coi palmi rivolti in basso, e il Genoa riprende a far girare la palla.

In gradinata ci si guarda perplessi, c’è una squadra che gioca e corre, e un’altra che subisce, ma i colori sulle maglie sono invertiti.. Non è che dal ritiro in Austria Gasperini si è riportato indietro la squadra sbagliata? Ci si è allenata anche la nazionale spagnola, magari era rimasto qualcosa negli spogliatoi.. Poi una volta che si tolgono la divisa è facile confonderli, son ragazzi..

Il Milan diventa parecchio falloso, mi viene da pensare che lo facciano perché cominciano ad aver paura, ma ho paura a esprimere la mia considerazione a voce alta, metti che mi sente Dentone e fa uno dei suoi numeri.

Al 30′ Gasbarroni, che non si è ancora fermato, passa una palla nel mezzo dell’area, Milito scatta e di petto la serve a Sculli, che fa ciò che nessuno si aspetterebbe da Sculli, figurarsi da Sculli contro il Milan: la mette dentro.

Sarà perché c’è in campo il Diavolo, ma la Nord diventa un inferno, gente che si tuffa dagli scalini, altri che smanacciano, altri urlano, forse si trovavano sotto gli scalini. Non ci si crede, stiamo vincendo! Certo, l’abbiamo visto fare anche dal Bologna, ma al giorno d’oggi in televisione ti fanno vedere quello che vogliono, poteva essere computer grafica. Oltretutto l’ha segnato Di Vaio, ma ti pare?
Questo invece è Sculli, eccolo che viene giù a braccia aperte a prendersi l’applauso.
Sono proprio contento, è dall’anno scorso che gliela menano che non vale niente, adesso forse la smetteranno. Oh, a me sta sui coglioni perché è il campione italiano di maleducazione categoria pesi medi, ma sul campo non ho niente da obiettare.

Le squadre si schierano di nuovo a centrocampo, ma è solo una squadra che riparte, ancora una volta quella che non ti aspetti. Poco prima del fischio altro numero di Milito, che se ne beve due e tira. E chi ci tiene più? Ormai è chiaro che contro questo Milan ce la possiamo giocare, e andiamo all’intervallo tronfi come pavoni.

Secondo tempo, escono due dei tre fenomeni ed entrano Seedorf e Guarda-Un-Po’-Chi-Si-Rivede Borriello. Allora adesso possiamo preoccuparci che il Milan voglia recuperare e che Borriello, conoscendo bene la squadra, faccia il numerone e pareggi, e se pareggia stai tranquillo che perdiamo.

Tredici minuti dopo Modesto passa a Gasbarroni, da lui a Sculli, che fa un’altra cosa che non ci credi, supera in velocità un Grande Campione (non so chi sia, ma se gioca nel Milan sarà di sicuro un G.C.), non cade, non perde palla, si presenta a sinistra della porta e spara. Parata, ma non è che adesso puoi aspettarti la doppietta, i miracoli davanti al Diavolo non li fa nessuno, ci sei andato o no a catechismo?

A un certo punto Borriello si presenta in area, Ferrari e Biava fanno per fermarlo, ma Criscito, che durante il calciomercato era a Pechino, li ferma: "No, lo conosco, è Borriello, gioca con noi", e lo lasciano tirare. Per fortuna che Rubinho lo sa che è stato ceduto, e capisce che quello che gli arriva addosso non è un passaggio. Poi un autorete Borriello gliel’aveva già fatta l’anno scorso con la Roma, non si fa più fregare.

Subito dopo è Gasbarroni ad arrivare davanti ad Abbiati, lo scavalca con un pallonetto che dal mio punto di vista stava entrando in porta, e anche da quello del mio vicino, che ha emesso un flebile gemito, tipo "haa-aahnn", soloche quello scassacazzi di Zambrotta si è messo in mezzo e l’ha tirata in angolo.

Entra anche Pato, che non ne avevamo abbastanza di attaccanti, e prova un gol di testa. Deviata in angolo, ma che paura ogni volta che questi arrivano giù. Oltretutto nel secondo tempo la nostra porta è all’altra estremità del campo, e non vedo una sega, e questo mi mette ancora più ansia, sto a guardare la rete sperando di non vederla gonfiarsi all’improvviso.

Poi un altro numero che ti chiedi se ci siamo o ci facciamo: Sculli viene servito da qualcuno, forse Mesto, si infila in area, e tutti "passala! passala!", poi si beve letteralmente tutta la difesa del Milan, e a quel punto tutti "tira! tira!", tira e il portiere respinge. Ma che roba oh!

Il momento più brutto succede subito dopo: Seedorf passa a Borriello, che la allunga benissimo di piede per Pato, che scavalca Criscito e tira. Sarebbe gol sicuro, ma non ha fatto i conti con l’arma segreta di questa squadra, il Teorema di Rubinho, che così recita:

Data la presenza di un qualsiasi oggetto contundente nell’area di gioco, esso attirerà inevitabilmente a sè la faccia di Rubinho.

Questo fenomeno è attualmente allo studio presso il CERN di Ginevra.

Insomma, Pato tira, ma il pallone attrae a sè la faccia di Rubinho e rimbalza indietro, Borriello esagera e fa una rovesciata che manco fosse Holly e Benji insieme, e la butta fuori.
Più tardi riprova su un bel passaggio di Zambrotta, ma invece di buttarla dentro ci pensa un po’ e alla fine decide che è meglio se tira Ambrosini, che lui questa responsabilità non se la vuol prendere, e Ambrosini fa cagare. In tribuna Zio Fester è talmente disperato che le lampadine invece di accenderle con la bocca le ingoia intere.

Alla fine è un po’ un tiro al piccione, entra Van Den Borre e tira, arriva Ferrari e tira, Palladino tira, Flachi tira, ma lui lo beccano e per un po’ non gioca più.

Van Den Borre passa a Milito, che fa il solito numero che conosciamo a Maldini, solo che lui non lo conosce, perché invece delle partite del Genoa di Cosmi si guardava Indiana Jones, e infatti reagisce come Harrison Ford davanti al guerriero con la spada: lo abbatte.
Grazie a nome di tutta la città per non averlo fatto in una piazza del Cairo, ma dentro la sua area. E’ calcio di rigore, quando mancano due minuti scarsi alla fine.

Per la verità ci starebbe quasi il terzo gol, che il Milan alla fine si è proprio arreso, e i nostri dilagavano, ma vorrai mica lamentarti? Già non vai a catechismo..

Cardiologia

1 Set

Ore 13.20: il sito Tuttomercatoweb rivela un interesse del Genoa verso il Principe Diego Milito.
Ore 14.41: la stessa fonte rivela che Milito non se la senta di tornare perché l’ingaggio risulterebbe un po’ basso.
Ore 14.45: Il Presidente Enrico Preziosi mette sul piatto altri due milioni e mezzo, più un’intera cucciolata di cani schnautzer, una foto di sua figlia in spiaggia e Parco Della Vittoria.
Ore 15.37: Milito fa sapere che accetta l’aumento, ma i cani schnautzer se li può tenere perché non sa dove metterli.

Ore 15.58: Il Tottenham telefona al Saragozza dicendo che se Milito va al Genoa si possono scordare la fornitura di calippi promessa al Direttore Generale spagnolo. La squadra accusa il colpo.
Ore 16.01: Federico Pastorello, che si sta occupando dell’acquisto, riceve una telefonata da un suo uomo all’interno del club Saragozza, che lo aggiorna sulle difficoltà a concludere. Pastorello chiama subito Preziosi e chiede il permesso di buttare sul piatto una Coppa Oro Sammontana all’amarena. Preziosi aggiunge di tasca sua tre gormiti.
Ore 16.09: Pastorello spedisce subito via fax la Coppa Oro e i gormiti al Saragozza, ma proprio questi ultimi fanno inceppare il rotolo di carta e cade la linea.
Ore 16.31: Frenetici tentativi di sbloccare il fax, nel frattempo la Coppa Oro si è squagliata, sporcando tutta la carta. Pastorello ha le mani tutte appiccicose, ma non demorde.

Ore 16.40: Preziosi chiama Pastorello e gli dice di mollare tutto, che il fax glielo manda lui al Saragozza, e che intanto si sbrighi a far firmare il contratto al giocatore, mannaggia!
Ore 16.42: Pastorello acchiappa Milito per una manica e gli mette davanti il contratto, ma il giocatore è di nuovo titubante, perché Pastorello gli sta sporcando la maglietta di gelato all’amarena.
Ore 16.43: Pastorello corre in bagno a lavarsi le mani, ma dentro c’è Crespo che sta vomitando perché gli hanno detto che potrebbe essere trasferito alla Ciclistica Sampierdarenese.
Ore 16.44: Pastorello va a lavarsi le mani al bar di fronte.
Ore 16.46: Pastorello torna da Milito e gli rimette davanti il contratto.
Ore 16.48: Milito, dopo avere osservato attentamente le mani di Pastorello, firma il contratto che lo lega al Genoa.

Ore 17.00: Pastorello, diretto verso l’ufficio dove si depositano i contratti, decide che tanta fatica merita una bella pisciata, e fa una deviazione verso il bagno.
Ore 17.03: Il bagno è ancora occupato da Crespo e dal suo procuratore, che cerca di convincerlo a trasferirsi in delegazione. Pastorello aspetta fuori dalla porta.
Ore 17.07: Pastorello si stanca di aspettare e torna al bar, dove non resiste e si fa una Coppa Oro all’amarena anche per sè.
Ore 17.15: Pastorello torna a mettersi in coda davanti all’ufficio contratti, ma davanti a lui ci sono Crespo e il suo agente che litigano, il giocatore rifiuta categoricamente di andare in bicicletta, lui vuol giocare a calcio, non vestirsi come un cretino, e se il suo procuratore non vuole aiutarlo a rifiutare il contratto minaccia di abbandonare tutto e di dedicarsi al golf.
Ore 17.16: Come Maradona? Chiede l’agente di Crespo al giocatore.
Ore 17.16: Come mia nonna, ribatte Crespo. E spiega che ha intenzione di smettere di giocare a calcio e di cominciare a lavorare a maglia. Vuole fare un bel golfino per suo nipote.

Ore 18.30: Crespo convince la sua squadra a non cederlo a quei pellegrini, e si allontana dallo sportello, permettendo a Pastorello di depositare il contratto.
Ore 18.35: Pastorello deposita il contratto, ma l’impiegato lo rifiuta sostenendo che le mani di Pastorello sono tutte sporche di gelato. Pastorello reclama che è tutta colpa di Crespo che gli ha fatto fare ore di coda, e il gelato gli si è sciolto in mano, ma l’impiegato non vuol sentire ragioni, e lo spedisce in bagno a lavarsi.
Ore 18.37: Il bagno è occupato, dentro c’è Marotta che piange.
Ore 18.40: Pastorello corre a lavarsi al bar di fronte.
Ore 18.43: Il barista del Bar Gianni, Gianni, dice che è la terza volta che Pastorello va a scroccargli il bagno, e che se stavolta non gli ordina qualcosa non gli dà le chiavi.
Ore 18.45: Pastorello ordina un caffè macchiato, poi all’ultimo momento cambia con un corretto grappa. Un giornalista di Rai Sport intuisce che ci sono problemi col contratto di Milito, e chiama in redazione dicendo che l’accordo salta.

Ore 18.50: Pastorello torna di corsa allo sportello contratti, ma davanti a lui c’è Marotta che chiede se può prendere Messi pagando coi punti della benzina.
Ore 18.54: L’impiegato dell’ufficio contratti dice a Marotta che per comprare Kakà deve presentare i soldi veri, non quelli del monopoli. Marotta abbassa lo sguardo al soffitto e se ne va sconsolato.
Ore 18.56: Pastorello cerca di depositare il contratto di Milito, ma l’impiegato è in bagno.
Ore 18.57: L’impiegato torna, ma chiude la porta dicendo che è chiuso, e che per i contratti bisogna ripresentarsi a gennaio.
Ore 18.58: Pastorello chiama Preziosi e gli dice che non è riuscito a depositare il contratto. Preziosi gli risponde che ormai la voce è circolata, Genova è in subbuglio, se non porta a casa Milito gli fanno la pelle. Deve depositare quel contratto a tutti i costi!

Ore 18.59: Pastorello cerca di abbattere la porta dell’ufficio a spallate, ma la porta è di massello massiccio, e non va giù. Allora cerca di entrare dalla finestra, ma anche quella è di massello massiccio, solo trasparente, e si fa anche male.
Ore 18.59 e 30 secondi: Pastorello corre al bar, ordina un espresso per l’ufficio contratti, e appena Gianni lo mette sul vassoio glielo frega e corre all’ufficio. "Prrronto il caffè per l’ingegneree!", esclama, e la porta si apre di colpo. Pastorello si infila di corsa, sbattendo a terra l’impiegato, e gli mette il contratto in mano. L’impiegato rifiuta dicendo che l’ufficio è chiuso e il caffè è freddo, ma Pastorello è una roccia, non se ne vuole andare, e soprattutto lo sta minacciando con un tagliacarte in una mano e una pinzatrice nell’altra. Un giornalista di Rai Sport si infila e assaggia il caffè. E’ freddo, in effetti. Telefona subito in redazione dicendo che il contratto è saltato.
Ore 19.03: Fuori tempo massimo Pastorello convince l’impiegato a depositare il contratto, minacciandolo di pene corporali durissime. Diego Milito è del Genoa.

Ora vediamo se esserne contenti o meno.

Ciao Marco

21 Ago

divano

 E’ di oggi la notizia che il Bologna ha concluso l’affare migliore di tutto il campionato di serie A, e forse anche di B.  Si è comprato Di Vaio.

Ora lo so cosa penseranno le malelingue, che i soldi ce li ha messi il Bologna, ma l’affarone l’abbiamo fatto noi, ma non dovete dar loro ascolto, perché Di Vaio è un professionista, un giocatore serio, che per la propria squadra dà l’anima.

Quante volte lo abbiamo visto durante un’azione decisiva tirare indietro la gamba per evitare di farsi male, e lasciare i suoi compagni con un uomo in meno? Ci vuole del cuore, sapete, per comportarsi così! Quanti giocatori rinuncerebbero a un momento di gloria personale in favore del collettivo?

 

divaio

E che dire della perspicacia di questo volpone del calcio, che riusciva a vedere subito se la palla in area aveva qualche possibilità di finire in porta, e se non valeva la pena neanche ci provava, anzi, si nascondeva dietro un avversario nell’eventualità che il pallone capitasse da quelle parti, e lui a sorpresa potesse rimetterlo in gioco. Eeh son pochi i giocatori con questi numeri!

Oggi Marco Di Vaio se nè andato a Bologna, cambia maglia, ma non colori, e i tifosi rossoblù stanno già facendo festa.

 

 

 

Vale sperare che adesso si faccia male Toni?

20 Mag

borriello azzurro

“Sono felicissimo” è stato il commento a caldo di Marco Borriello. “Ringrazio tutti i compagni e la società, che mi hanno permesso di raggiungere questo sogno. E ringrazio anche i tifosi, che mi hanno sempre supportato con un calore incredibile, facendomi vivere delle emozioni intensissime. Ho conquistato la nazionale con la maglia del Genoa.  E affronterò l’Europeo, da giocatore del Genoa, a prescindere da quello che sarà il mio futuro".  

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