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se li ripescassero….

28 Lug

… derby alla seconda di campionato…
calendario

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Lo strano derby di ritorno

11 Mag

Comincia con una corsa il derby dell'8 maggio, quello più atteso dalla città, che potrebbe mettere una grossa pietra sulla permanenza nella massima serie della seconda squadra di Genova. La corsa è la mia, che ho perso il pullman e mi fiondo a prendere la macchina, che il tempo non è che abbondi, e di solito la gradinata si riempie con largo anticipo.

Per l'occasione ha garantito la presenza anche il Dottor Hardla, uno dei più grossi latitanti della tifoseria rossoblù, e già questo sarebbe un evento da ricordare.

Ai tornelli i pezzi grossi dell'Ottavio Barbieri stanno facendo selezione all'ingresso come nelle discoteche: tu hai l'abbonamento, vai di là, tu hai pagato il biglietto, passa di là, tu sei un mio amico e vuoi entrare a scrocco, vieni di qua. Mi rendo sempre più conto di quanto sia cretino spendere più di duecento euro per un abbonamento di gradinata, i miei dubbi su un eventuale rinnovo si fanno sempre più insistenti.

Sugli spalti raccolgo un volantino firmato “Quelli che ci sono sempre” che invita i più anziani e quelli che non hanno voglia di cantare a cedere l'abbonamento a giovani più motivati, perché la Nord torni ad essere quello spettacolo di coreografia che tutti ci ricordiamo. Vorrei avere una penna in tasca per rispondere che i primi a doversene andare sono proprio loro, e firmarla “Quelli che l'abbonamento se lo pagano”. Cominciamo male, guarda.

Ma entrano le squadre, viene tirato su un telo a coprire tutta la gradinata, dev'essere un bello spettacolo a vederlo dall'altra parte, ma anche la Sud si è data da fare, una coreografia cangiante con bandierine colorate e volantini, è un bello spettacolo, una volta tanto.

La partita comincia nervosa, la squadra (sempre) ospite è molto più agguerrita, come è normale quando hai a disposizione un solo risultato, i nostri sono piuttosto fallosi, soprattutto Rossi è molto carico, reagisce ai contrasti, polemizza con l'arbitro.
Forse i timori di una torta hanno contagiato la squadra oltre che la città, il sindaco si è espresso con l'augurio di un gesto di solidarietà fra cugini, una frase infelice che ha innervosito un ambiente che non ne aveva proprio alcun bisogno.

C'è distrazione nella compagine rossoblù, ad un certo punto Biabiany infila la palla fra le gambe di Dainelli e se ne va a spasso per l'area di rigore senza che nessuno provi a fermarlo, se ne stanno lì impietriti a guardarlo partire, poi uno dei difensori fa: “Oh, guarda, prendilo un po'” e l'altro allunga un piede e gli leva il pallone, che Biabiany non è proprio un mostro di bravura. In gradinata ci guardiamo fra di noi, perplessi.

Nel recupero si alzano i cori e, ahinoi, le bandiere. Un grosso tizio con un grosso grosso vessillo comincia a sventolare proprio fra me e la porta, ed è esattamente il momento in cui viene battuto il calcio d'angolo che Floro Flores butta in rete di testa. Stadio in tripudio, io no.

Secondo tempo, pochi istanti dopo il fischio d'inizio la Nord si riempie di fumo, un'altra brillante iniziativa della tifoseria organizzata, e la partita viene sospesa. E poi siamo noi che dovremmo andarcene dalla gradinata.

Insieme al fumo va via anche la grinta delle squadre, se mai ci fosse stata. Col passare del tempo le formazioni si fanno sempre più contratte, il gioco sempre più approssimativo, sembra che il Genoa non abbia più voglia di correre, lascia alla squadra avversaria ogni iniziativa, si limita a contrastare poco e male, e alla fine perde palla con una frequenza che sembra sempre più sospetta.

Il gol del pareggio è il trionfo della banalità, un calcio da metà campo di Palombo, una respinta incerta del portiere e il rinvio in rete di Pozzi, ma anche prima abbiamo assistito a galoppate sulla fascia di giocatori che non sono certo dei siluri, e nessuno che abbia cercato di fermarli. Qualcuno comincia a snocciolare ricette di dolci, torta di mele, torta di fragole, torta margherita, biscottone e ciambella. Dopo il pareggio non cambia il ritmo, entrambe le squadre si limitano a passarsi la palla evitando ogni possibile iniziativa, e dalla gradinata partono i primi cori incazzati. “Il derby non si regala” è il più gettonato, ma anche “Buffoni” sembra piacere parecchio.

Cominciano i cambi, scoppia un tafferuglio in campo fra Rossi e un altro, ma a farne le spese è Mesto, intervenuto per dividerli. La Nord è incazzata nera, aspetta il fischio dell'arbitro per sputare addosso ai giocatori tutto il suo sdegno, ma alla fine dei sei minuti di recupero succede qualcosa che nessuno si aspettava. Nessuno, non il presidente, non l'allenatore, di certo non i tifosi. Boselli si gira, si libera di un difensore come avrebbe fatto Milito e la butta nell'angolo in basso a destra. Due a uno, Samp nella merda, tifosi su più strati. Di colpo ci si dimentica dei sospetti, tutti cantano, i giocatori corrono sotto la Nord a festeggiare, tranne Milanetto e Criscito, che si portano il dito davanti al naso, ci fanno segno di tacere. Milanetto va anche oltre, come si leggerà poi sui giornali.

Comunque sugli spalti è festa, in campo anche, ma meno, la squadra non esce a salutare, va a farsi la doccia palesando il suo fastidio. I tifosi sono troppo impegnati a cantare la hit del momento per farci caso, e comunque un centinaio di loro va ad aspettare la squadra all'uscita dello stadio per applaudirli, e ribadire che in ogni caso “Non lo sapeva! Boselli non lo sapeva! Non lo sapeeevaaa! Boselli non lo sapeeevaaa!”.

E basta, alla fine non lo sapremo mai se sia stata una torta riuscita male o se fossero veramente tutti così grammi da non riuscire a mostrare che cinque minuti di buon calcio, quel che resta a distanza di un paio di giorni sono il gol capolavoro di Mauro Boselli e la scomparsa quasi totale di tifosi doriani. Non ne vedi più per strada, non li trovi su internet, si sono volatilizzati quasi tutti, resistono i soliti duri e puri che ostentano indifferenza e giurano di tornare più forti di prima e di farcela pagare e si vabbè, intanto l'anno prossimo noi si tifa tutti Gubbio.

Boselli 51:16

9 Mag

se andranno in B, non sarà certo solo per colpa o merito di quest goal all'ultimo secondo, le colpe vanno ricercate nella loro campagna cessioni, ma certo che da genoani immaginare che sia proprio il derby a mandarli giù, fa godere.
(e non mi vengano a dire che a parti inverite sarebbe diverso!)

                                    
8=============D“““

So’ soddisfazioni !

17 Feb

Genoasamp_Samp-Genoa_0-1_16022011_Palacio_Rafinha

La lungimiranza di Cassano

8 Dic

”La cosa che voglio dire e’ che domenica noi saremo 26mila. Loro in 11mila e non voglio minimamente sentire che loro urlano. ‘Appena loro urlano dobbiamo gridare molto di piu’, non si devono sentire. Deve essere una bolgia, gia’ dall’inizio, prima della partita. Dobbiamo essere carichi a pallettoni, lo siamo gia’ adesso”, dice l’attaccante blucerchiato in un’intervista esclusiva a Sky Sport24.
 ”Ho giocato a Bari e ho fatto gol al derby, ho fatto gol a Roma al derby, ho fatto gol a Madrid al derby. Mi manca un solo derby per fare gol”.
La Samp e’ ottimista: ”Perche’ non dovremmo esserlo? Quello che ho detto all’inizio della stagione, lo ripeto oggi: noi siamo piu’ forti di loro, ne sono convinto ancora”, dice Cassano. ”Poi i derby sono partite particolari, puo’ succedere di tutto. Pero’ loro devono sapere, aprano bene le orecchie, che noi siamo piu’ forti di loro”.

diegol

Vaglielo a spiegare a Milito..

A mali estremi..

4 Nov

Ennesima tegola sulla società blucerchiata, col recente infortunio di tre difensori, Pieri, Lucchini e Sammarco, l’allenatore Mazzarri rischia di non poter raggiungere neanche il numero di giocatori utile per poter affrontare l’incontro di domenica a Napoli.

Immediata la corsa ai ripari della società, che non potendo tornare sul mercato, essendo chiusa da tempo la campagna acquisti, ha ripiegato su un’inedita Campagna Reclutamento: nelle sedi di tutti i Sampdoria Club è affisso da oggi questo manifesto..

manifesto

Un problema imbarazzante

23 Ott

Devo ammetterlo, l’attuale situazione di classifica mi fa godere ogni volta che la riguardo, tanto che non resisto alla tentazione di pubblicarla qui di seguito..

classifica goduriosa

Il problema è un altro, e sono certo che una volta che ve l’avrò spiegato riconoscerete che anche voi ne siete stati vittime:

Tutti abbiamo qualche amico tifoso di quell’altra squadra, Genova è una piccola città, e nonostante la proporzione sia a nostro vantaggio qualche mela marcia la si conosce sempre, e prima o dopo ci si incontra, magari per strada, magari è un collega di lavoro, o addirittura un familiare.

Che faccia gli fate quando ce l’avete davanti? Perché io non posso fare a meno di sorridere, pensando alla situazione. Anche adesso che sono solo e scrivo, mi basta alzare gli occhi allo schermo e la vista di quel terzultimo posto (penultimo in realtà) mi dipinge una gioia in volto difficile da reprimere. Figuratevi quando incontro uno di loro!
Per questa ragione, e forse anche per un certo complesso di inferiorità, parecchi amici appassionati di brutte divise hanno smesso di telefonarmi.

Li capisco, sono certo che vorrebbero confidarsi con noi, raccontarci dei problemi, delle preoccupazioni che li affliggono, proprio come farebbe qualunque amico in difficoltà, ma non trovano il coraggio. Non è facile dover sostenere una conversazione con uno cui le cose la domenica vanno sempre alla grande, che ti può ostentare una sicurezza societaria invidiabile, che quando guarda la sua squadra giocare gli si allarga il cuore invece dello sfintere, che non deve pregare che non si faccia male nessuno che sennò tocca far giocare l’autista del pullman, e allora finiscono per emarginarsi, e i più deboli di loro magari imboccano anche una brutta piega, fatta di alcool, droghe, ragazze bergamasche, e non riescono più a venirne fuori.

E’ statisticamente provato che nei periodi in cui quella squadra là va male, la distribuzione di metadone negli ospedali raddoppia.

Vorrei fare qualcosa per questi amici sfortunati, e per questo mi rivolgo a tutti i tifosi genoani:
quando incontriamo una pipetta non facciamola sentire emarginata, mostriamole che anche noi, nella nostra magnificenza, abbiamo qualcosa di cui lamentarci, raccontiamole dei problemi che turbano la nostra vita di tifosi, e vedrete che si sentiranno meglio.

Mi rendo conto di chiedervi molto, come si fa a trovare dei difetti in una squadra che abbina alla perfezione il bel gioco e i risultati, o in una società che mette a disposizione del mister i migliori talenti?

E’ difficile, ma se ci impegnamo un po’ qualcosa riusciremo a trovare, e i nostri amici pipette sapranno di poter contare su di noi nei momenti di difficoltà.
Poi nessuno ci vieta di ridere fino alle lacrime appena se ne vanno..

Mi permetto di suggerire qualche argomentazione utile:

Cinque ottime ragioni per lamentarsi della propria squadra davanti a una pipetta:

  1. Davanti al Pio non si trova mai posteggio quando si va ad assistere agli allenamenti. C’è sempre pieno di gente che canta, che porta striscioni, tutti vogliono farsi fare la foto insieme a Milito, perché un campione così non l’hanno mai visto, e c’è il rischio che quest’anno abbiamo di nuovo il capocannoniere del campionato;
  2. Nelle magliette al Genoa Store non si sa cosa scegliere. Dai, va bene che l’Asics fa della bella roba, che quest’anno ci ha fatto anche la terza maglia, e poi quella del centenario, cose che la Kappa a confronto sembra tirata fuori dalla cesta degli sconti al mercato, però quando vado a comprarmi la maglia di un giocatore non so mai quale scegliere: il 22 di Milito o il 10 di Palladino? E perché non la maglia di Criscito, o di Milanetto? E non è che puoi limitarti a scegliere fra i titolari, che nel Genoa sono tutti titolari, e quando esce uno come Sculli, magari ti entra Gasbarroni, che è addirittura meglio. Cioè, in panchina c’è Thiago Motta, scherzi?
  3. Ci sono troppi giocatori da imparare. Già ho fatto fatica l’anno scorso, che erano 23, ma quest’anno il Presidente si è addirittura superato, e ne ha presi 26! E poi si somigliano tutti! Gasbarroni è uguale a Rossi, Modesto sembra il fratello di Greco, Olivera somiglia a Ferrari.. E i nomi? Prima avevo delle difficoltà con Juric, ma ora con quel greco! Vado nel panico ogni volta che qualcuno mi domanda "Come si chiama quel greco fortissimo che avete in difesa? Quello che segna anche dei bei gol?"
  4. Ci sono troppi convocati in nazionale. L’anno scorso c’era Criscito nell’Under 21, poi è arrivato Borriello agli Europei, e ci si poteva stare. Adesso te ne vanno via sei o sette per volta fra nazionali belga, croate, serbe argentine.. E non è finita, che a sentire Lippi potrebbe essere convocato anche Palladino, e se tanto mi dà tanto non manca molto che anche Rubinho va a difendere la porta brasiliana. Beati voi (le pipette) che agli allenamenti ce li avete tutti presenti! Vabbè, tolti gli infortunati.. Quanti hai detto che sono?
  5. Battere Milan, Roma e Napoli ci ha resi avversari pericolosi. E questo significa che le squadre che ci devono affrontare stanno più attente, si chiudono maggiormente in difesa, e non si riesce più a coglierle impreparate. Il campionato così diventa molto più difficile, fare punti è una vera impresa! La tattica giusta è la vostra (quella delle pipette), che andate a perdere sia con le più blasonate, come il Milan, che con quelle da metà classifica, tipo l’Atalanta. Così vi sottovalutano e potete coglierli di sorpresa, siete troppo furbi! Certo, all’ottava di campionato sarebbe ora che cominciaste a sfruttarlo quest’effetto sorpresa, che quattro punti sono un po’ pochi.. Ma poi cosa voglio saperne io di tattica, io non ce l’ho mica sette anni di esperienza in serie A come Mazzarri! No no, continuate così, che siete in una botte di ferro..   

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